Proteste della Cia dell'Umbria al decreto-legge n. 66 del 24 aprile 2014
CIA

 “Con il decreto-legge n. 66 del 24 aprile 2014 il governo ha assestato un colpo pesantissimo alle imprese agricole impegnate nella produzione di agroenergia.
Così si è espresso
Domenico Brugnoni, presidente della Cia dell’Umbria e di ESCo Agroenergetica, in merito al provvedimento adottato nell’ambito della cosiddetta “spending review” che, di fatto, appesantisce enormemente il carico fiscale per gli agricoltori che hanno investito nel settore delle rinnovabili.

“In buona sostanza – ha continuato Brugnoni – il reddito prodotto dalla vendita di agroenergia ottenuta prevalentemente dalla coltivazione del fondo non viene più considerato come reddito agrario ma calcolato forfetariamente su una base imponibile pari al 25 per cento della vendita fatturata.
Ciò costituisce un aggravio insopportabile per tutti coloro che hanno creduto ed investito copiosamente nelle energie rinnovabili sapendo di dover sopportare un ben determinato peso fiscale che il governo, di punto in bianco, ha voluto aumentare in modo scriteriato.

“Chiediamo, pertanto, a Deputati e Senatori – ha concluso il presidente Brugnoni – di modificare radicalmente tale disposizione durante l’iter parlamentare del decreto-legge, che dovrà essere convertito in legge dalle Camere entro il prossimo 23 giugno, per assicurare un futuro alle rinnovabili agricole che stanno fornendo un rilevante contributo alla diminuzione delle emissioni e, più in generale, alla tutela dell’ambiente.”

condividi su: