La CISL e la FISTEL Cisl dell’Umbria esprimono forte e convinto sostegno ai lavoratori della sede RAI regionale di redazione e RAI WAY per la difficile situazione aziendale che si sta profilando a seguito dei provvedimenti contenuti nel DL 66 che prevede un forte taglio alle risorse pubbliche destinate al servizio, oltre alla probabile chiusura di numerose sedi periferiche.
Tali azioni paventerebbero inevitabilmente anche la cessione di RAI WAY, con inevitabili conseguenze sulla qualità ed efficienza del servizio pubblico.
La CISL e la FISTEL regionali considerano pertanto necessaria una forte azione di vigilanza e mobilitazione, che coinvolga anche tutte le Istituzioni, per scongiurare il metodo “sic et sempliciter” dei tagli lineari, che troppi danni ha causato negli altri settori pubblici e non.
Non si può infatti ignorare la valenza e la strategicità del servizio informativo pubblico che è l’unico elemento di garanzia per una informazione libera e corretta, come riconosciuto dalla nostra stessa Costituzione.
Sottovalutare il ruolo indispensabile di RAY WAY significherebbe immaginare un treno senza le rotaie su cui correre; non disporre più di sedi regionali equivarrebbe ad un treno senza i vagoni!
Per la CISL e la FISTEL dell’Umbria è necessario avviare pertanto una vertenza regionale che affianchi e supporti quella nazionale, in cui ogni soggetto in campo faccia la propria parte, per scongiurare una operazione di mero smantellamento, alle spalle dei lavoratori e dei cittadini, magari camuffata dall’esigenza di un indispensabile efficientamento del sistema di informazione pubblico.
La CISL e la FISTEL, quindi, sono favorevoli ad avviare un processo di riordino ed efficientamento degli apparati pubblici, ma sono preoccupate per il dirigismo e il mancato confronto con cui una così importante azione viene gestita e soprattutto propagandata.
Per questo, la CISL e la FISTEL temono che una siffatta gestione finisca per risolversi con i tagli lineari indiscriminati, che in un settore “sensibile” come quello della pubblica informazione potrebbe causare danni irreparabili anche alla qualità stessa della democrazia, minandone le basi della conoscenza e dell’informazione.









