I centri storici umbri sono progressivamente abbandonati dai residenti autoctoni per motivi ovvi, anche se c’è chi resiste apprezzando prima di tutto la bellezza dei luoghi che fanno premio sulle scomodità.
Alla mancanza di sole in molti vicoli non si può ovviare, ma chi se ne va dai centri antichi oltre a questo cerca abitazioni comode, facilmente raggiungibili, quanto a tempo, con garage o magari un posto macchina sicuro, una sicurezza o meglio una sensazione di sicurezza, che si chiede anche nei dintorni delle proprie abitazioni.
Purtroppo le città storiche sono state pensate e realizzate perchè le campagne erano insicure e quando la gente andava a piedi, ma ora la società moderna emargina chi va lentamente
Nella migliore delle ipotesi i centri storici cercano di conservare l’aspetto di un “salotto”, ma nel “salotto buono” non ci si va tutti i giorni e non ha tutte le ore se non vi si risiede stabilmente, anche se il commercio cerca di attirare visitatori
L’ennesimo tentativo di quel che sembra una cura dei sintomi della crisi verrà illustrato agli operatori del settore lunedì 19 maggio a Perugia presso il Centro Servizi “Galeazzo Alessi” di via Mazzini, e martedì 20 a Terni nel Salone d’Onore di Palazzo Gazzoli.
Verranno spiegati gli obiettivi e i progetti di uno specifico bando con cui la Regione Umbria stanzia circa 2 milioni di euro per il rilancio del centro storico di Perugia e Terni e delle imprese commerciali che vi operano.
Gli appuntamenti, che si terranno alle ore 10 quello di Perugia e alle 21 quello di Terni, sono organizzati dalle associazioni di categoria del commercio per dare seguito alle attività di ascolto e collaborazione previste dal protocollo d’intesa finalizzato alla creazione dei centri commerciali naturali, promosso dall’Assessorato regionale al commercio e recentemente sottoscritto insieme alle stesse associazioni (Confcommercio, Confersecenti e LegaCoop) e ai rappresentanti dei Comuni di Perugia e Terni. Ai due prossimi appuntamenti, in cui interverrà il rappresentante dell’Assessorato al Commercio e ai Centri storici, sono stati invitati tutti gli operatori economici e commerciali dei rispettivi centri storici.
Le risorse disponibili, equamente divise tra i due capoluoghi, saranno destinati ad investimenti di tipo innovativo delle imprese commerciali aderenti ed a progetti ed azioni d’insieme del centro commerciale naturale, attinenti all’innovazione e al concetto di “smart city”, quali “wifi free”, sicurezza, e-commerce, marketing territoriale, migliore fruizione dei servizi commerciali.
Per l’ottimale gestione del bando e degli interventi che grazie al finanziamento regionale, a valere sulle risorse del Fondo Sviluppo e Coesione (in sigla Fsc) si potranno mettere in campo, istituzioni e associazioni d’impresa hanno sottoscritto il protocollo d’intesa che è alla base della successiva fase di collaborazione operativa per la concreta creazione dei centri commerciali naturali.
L’obiettivo della Regione, come rileva il rappresentante regionale, è far sì che il centro commerciale naturale rappresenti un’opportunità vera e stabile di rilancio innovativo dei nostri centri storici in grado di veicolarne un’immagine nuova, unica e forte, ricca di attrattive, insieme a un’organizzazione tra pubblico e privato capace di proporsi a residenti, visitatori e turisti con un’offerta commerciale e servizi di qualità, eventi culturali e iniziative attraenti, promossi in spazi urbani dotati di valore storico e architettonico.












