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Il Presidente della Provincia di Perugia a tutto campo sulla gestione dell'ente ma anche sulla situazione politica regionale
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“Al momento di insediarci pensavamo che dopo cinque anni avremmo chiuso la legislatura e non la Provincia. Finisce infatti una storia che ha visto la nostra Provincia punto di riferimento solido e importante”. Marco Vinicio Guasticchi, dopo 153 anni di storia della Provincia di Perugia, sarà ricordato negli annali come l’ultimo Presidente eletto dai cittadini di questo ente che subirà una profonda trasformazione dal punto di vista dell’assetto istituzionale.
Questa mattina davanti ad un folto numero di giornalisti, assessori e dirigenti, Guasticchi, ha chiarito che rimarrà al suo posto, fino al 31 dicembre, insieme alla Giunta a titolo “non oneroso”, mentre il Consiglio provinciale fissato nel pomeriggio sarà l’ultimo composto da rappresentanti dei territori eletti dai cittadini.
“Provo amarezza – ha aggiunto Guasticchi – ma anche l’orgoglio di essere protagonista di un passaggio istituzionale importante. Quella che archiviamo è stata una legislatura difficile. Dal 2011 a oggi sono stati tagliati conferimenti per complessivi 72 milioni, ma possiamo presentare bilanci gestiti bene tra enormi difficoltà”.
Le spese di funzionamento dell’ente sono passate dai 66.424.417 del 2009 ai 59.063.530 del 2013 di cui per il personale da 43.929.662,30 euro di inizio legislatura a 40.396.041,31 del 2013 con ulteriori riduzione dei costi nei primi sei mesi del 2014.

“La legge Delrio – ha detto Guasticchi – prevede che entro il 30 settembre dovrebbe essere eletto il nuovo Consiglio che potrebbe essere composto sia da consiglieri provinciali uscenti che da rappresentanti dei Comuni. L’elezione del presidente dovrebbe invece avvenire il 31 dicembre. Nel frattempo gli attuali presidenti delle Province continueranno a svolgere il loro mandato assumendo anche le funzioni del Consiglio. Resta il fatto che per ora direttive precise non ci sono nemmeno rispetto alle funzioni che la Regione potrà delegare alle Province. Posso però sin da ora assicurare che nessun dipendente perderà il posto di lavoro”.

Guasticchi, sollecitato dai giornalisti sulle ultime vicende politico-amministrative, che hanno visto il Pd perdere il governo di città importanti come Perugia, ha dichiarato di aver apprezzato molto le parole di Wladimiro Boccali all’indomani della sconfitta, “ma – ha aggiunto – nessuno deve essere crocifisso. Dal mio punto di vista c’è stata la pessima gestione della campagna elettorale. Dovevamo aprirci alla città e non promuovere iniziative soltanto nei circoli. Si è giocato sulla difensiva e non sulle piazze. Va inoltre chiusa la questione tra ex-Ds ed ex-Margherita: è una partita morta. Nè può esserci una guerra tra ‘renziai’ e non ‘renziani’ anche perché oggi tutti si dichiarano renziani dimenticando che quando io portai per la prima volta a Perugia, Matteo Renzi, nessun dirigente del partito, tranne me, si presentò all’iniziativa pubblica organizzata al Capitini. Ma questa è acqua passata. Quello che conta è selezionare una classe dirigente che sappia interpretare al meglio un cambiamento culturale ormai irrinunciabile e non basta avere 20 anni per essere l’emblema del rinnovamento. Per amministrare ci vogliono enormi competenze”.

L’incontro si è concluso con alcune valutazioni sul futuro degli enti locali. “Noi abbiamo tagliato moltissimo – ha affermato Guasticchi – Comuni e Province sono alla camera a gas, non hanno più risorse né più nulla da tagliare. Il quadro al momento è preoccupante, ma spero che si trovino in fretta soluzioni adeguate che non prevedano ulteriori tasse per i cittadini”.

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