Risorse concentrate per l’80%, come previsto dalle norme comunitarie, su cinque priorità individuate rispetto alle 19 possibili,
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237 milioni 520 mila euro è la dote del Programma operativo regionale “Fse” 2014-2020 per l’Umbria, illustrato stamani all’incontro di partenariato dalla vice presidente della Giunta regionale e assessore al welfare, Carla Casciari:
Il programma prevede risorse concentrate per l’80%, come previsto dalle norme comunitarie, su cinque priorità individuate rispetto alle 19 possibili, proprio per dare concretezza e massima attuazione alle politiche regionali.

Relativamente alla distribuzione delle risorse il 25% dell’intero “fse” è stato destinato all’accesso all’occupazione per le persone in cerca di lavoro e inattive, compresi i disoccupati di lunga durata e le persone che si trovano ai margini del mercato del lavoro.
Una priorità destinata esclusivamente ai più giovani (14,7%) per l’integrazione nel mercato del lavoro, in particolare rivolta a coloro i quali non svolgono attività lavorative, non seguono studi né formazioni, inclusi i giovani a rischio di esclusione sociale e i giovani delle comunità emarginate.

Per la prima volta il “fse” potrà intervenire a sostegno  dell’inclusione sociale, promuovendo non politiche assistenziali ma percorsi di autonomia,  anche tramite erogazione alle persone o alle famiglie di strumenti e servizi che possano facilitare il rientro nei processi socio economici.
A questa essenziale ed innovativa azione la Giunta regionale ha scelto di dedicare il 24,7 per cento del “fse”, che supporterà anche azioni di innovazione sociale che vadano verso partenariati che sostengano un welfare di comunità.

Nuovo anche l’approccio del Piano operativo regionale “Fse” nell’ambito del sistema istruzione- formazione:  il  12% dei finanziamenti andrà alla riduzione e alla prevenzione dell’abbandono scolastico precoce e a promuove l’uguaglianza di accesso a una istruzione prescolare, primaria e secondaria di buona qualità, inclusi i percorsi di apprendimento formale, non formale e informale, che consentano di riprendere l’istruzione e la formazione.

Il 7,8% delle risorse è infine destinata ad una migliore integrazione  tra  mercato del lavoro e  sistemi d’insegnamento e di formazione, favorendo il passaggio dall’istruzione al mondo del lavoro e rafforzando i sistemi di istruzione e formazione professionale  migliorandone la qualità, anche con  meccanismi di anticipazione delle competenze, adeguamento dei “curricula” e l’introduzione e lo sviluppo di programmi di apprendimento basati sul lavoro, inclusi i sistemi di apprendimento duale e di apprendistato.

I cinque Assi saranno integrati con altri strumenti della programmazione regionale e nazionale
, tra cui i Programmi operativi nazionali “Garanzia Giovani”, “Inclusione sociale”, “Istruzione”, “Politiche attive per l’occupazione”, “Governance. Si tratta di una bozza – ha concluso Casciari – suscettibile di  modifiche e integrazioni anche dovute al  percorso di negoziazione ancora in corso  tra Governo  e  Commissione Europea nonché al confronto con il partenariato già avviato”.

In sintesi “Lo schema di  Programma – ha detto Casciari  – intende rispondere ai bisogni di occupazione e di inclusione sociale della popolazione, alla tutela dei diritti dell’apprendimento con interventi per  migliorare il sistema di istruzione e formazione in termini di accesso e qualità, oltre che investire nello sviluppo del capitale umano in relazione alla strategia regionale di specializzazione intelligente ed accompagnare i processi di riassetto istituzionale ed organizzativo della Regione e delle Autonomie locali.

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