Una frase, che è una constatazione, contenuta nella delibera della Giunta Comunale di Todi, se non dà il segnale che la sorte del Giudice di Pace a Todi è sicuramente compromessa, dà quello che le speranze di una soluzione positiva e logica della vicenda, affidata ora ad un ricorso al Tar contro un decreto del Ministero della Giustizia, che continua a tirar bocce senza, apparentemente, conoscere il campo ma solo alcuni giocatori interessati a consolidare il proprio potere sul campo spoletino ed indebolire quello altrui sui campi limitrofi, è oltremodo difficile
Scrive, infatti, l’amministrazione comunale tuderte : “ Constatato che la competente struttura ministeriale, con il citato D.M. 7 marzo 2014, risulta aver assunto un diverso orientamento…. in senso fortemente restrittivo e di fatto, purtroppo, disincentivante l’effettivo e sostenibile mantenimento in funzione di tali presidi di giustizia di base e di prossimità “.
Ciò che viene compromesso è il mantenimento a Todi del Giudice di pace, perché le spese che resterebbero a carico dei comuni di Todi, Massa Martana, Fratta Todina e Montecastello di Vibio, di circa 68mila euro annui, diventerebbero troppo alte dopo il “gran rifiuto” di Collazzone ( che pur rientrerebbe nel territorio di competenza del Giudice ), ma soprattutto dopo l’inopinata esclusione del territorio di Marsciano aggregato a forza a quello di Spoleto, come lo saranno anche i quattro Comuni della media valle del Tevere umbro se non potranno assumersi, dividendosela tra di loro. la somma che il Comune di Marsciano era disposto a sostenere pari ad oltre 26mila euro annui.
Da notare che il Ministero della Giustizia, alle rimostranze avanzate dal Sindaco di Todi non ha ritenuto neppure di rispondere.








