Presentati i dati delle analisi di Legambiente sull'inquinamento dei bacini lacustri dell'Umbria
Foto Umbria 2

Le analisi del laboratorio mobile di Legambiente hanno riscontrato oltre i limiti di legge tre punti su cinque sul lago Trasimeno ed uno su due sul bacino di Piediluco. Questo l’esito del monitoraggio sui laghi dell’Umbria realizzato dalla Goletta dei Laghi, la campagna di Legambiente per la salvaguardia dei bacini lacustri italiani, realizzata con il contributo del COOU (Consorzio Obbligatorio Oli Usati) e Novamont.
I dati delle analisi di Goletta sono stati presentati stamattina a Perugia, da Giorgio Zampetti, responsabile scientifico di Legambiente e Alessandra Paciotto, presidente Legambiente Umbria.

I prelievi e le analisi sono stati eseguiti dal laboratorio mobile di Goletta dei laghi il 5 luglio. I parametri indagati sono microbiologici (Enterococchi intestinali, Escherichia coli) e vengono considerati come “inquinati” i risultati che superano i valori limite previsti dalla normativa sulle acque di balneazione vigente in Italia (decreto del Ministero della Salute del 30 marzo 2010) e “fortemente inquinati” quelli che superano di più del doppio tali valori.

Per il Trasimeno, fortemente inquinato risulta il campione prelevato alla foce del canale di scarico del depuratore di Tuoro/Passignano. Inquinati a Castiglione del Lago la foce del torrente Paganico e a Tuoro sul Trasimeno la foce del fosso Venella. Valori entro i limiti per il punto alla foce del torrente Anguillara a Castiglione del Lago e per il punto sul lungolago Alicata a San Savino di Magione all’altezza dell’incrocio con via Puletti.

A Piediluco, se il campione prelevato sul lungolago Armeni all’altezza di piazza della Repubblica passa l’esame, risulta inquinato a Braccio Ponticelli quello alla foce del canale a sinistra del Rio Medio Nera.

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