Nonostante la crisi, sembra che gli indirizzi scolastici che nella maggior parte dei casi sono propedeutici all’iscrizione all’Università, continuano ad affascinare gli studenti umbri a scapito degli indirizzi tecnici e professionali, i quali si ritengono quelli che possono portare prima a trovar lavoro.
Ciò potrebbe essere anche il segno di un pessimismo, appunto, sulla possibilità di trovare un’occupazione: tanto col diploma non si lavora, tanto vale rimanere parcheggiati nelle aule universitarie per qualche anno in più.
Ma il fenomeno potrebbe rivelare solo l’aspirazione a fare meglio delle generazioni passate.
Comunque, complessivamente, gli studenti della provincia di Perugia, che il 15 settembre si presenteranno al primo suono della campanella, sono 292 in più, rispetto allo scorso anno scolastico.
Si è passati infatti dai 28.475 dell’anno scolastico 2013/’14 agli attuali 28.767. Con loro aumenta anche il numero delle classi che passa da 1.316 a 1.323.
Il settore edilizia scolastica della Provincia è a lavoro anche alla luce di un altro dato fornito dall’ufficio scolastico regionale: a cambiare è anche la mappa delle iscrizioni che vede aumentare il flusso verso gli indirizzi liceali a scapito di quelli tecnici e professionali.
Questa la distribuzione: 13.547 studenti iscritti agli indirizzi liceali per 586 classi; 9.666 iscritti all’indirizzo tecnico per 443 classi; 5.554 iscritti agli istituti professionali per 294 classi.
“Ciò ha evidenziato criticità di spazi in alcuni plessi – spiega l’assessore provinciale Piero Mignini –. Criticità alle quali la Provincia, in accordo con le istituzioni scolastiche, sta provvedendo mettendo in campo le poche risorse disponibili e il proprio personale per le manutenzioni.
Infatti, pur avendo mantenuto la delega per l’edilizia scolastica degli istituti superiori, il piano varato dal Governo in questo settore sta interessando soltanto i Comuni e le strutture scolastiche di loro competenza.
Si sta quindi lavorando prevalentemente in economia, ma posso assicurare che il 15 settembre le scuole saranno consegnate nel migliore dei modi, anche sotto il profilo logistico”.
Con il Piano di Utilizzo dell’Edilizia scolastica (così è definito il progetto degli interventi realizzato con l’ufficio scolastico regionale e i vari dirigenti scolastici sulla bozza dell’”Organico di Diritto”) si sono previste due fasi di intervento: la prima attualmente in corso riferita agli interventi strettamente necessari per garantire il corretto inizio dell’anno scolastico; la seconda che sarà avviata dopo il 15 settembre e riguarderà altri lavori già in programma.










