Ieri sera prima rappresentazione dello spettacolo di Riccardo Reim al Todi Festival
abbecedario tolstoj

“L’ Accademia Nazionale delle Arti” ha presentato, ieri sera, alla Sala VignolaL’Abbecedario del Conte Tolstoj”, di fronte ad un pubblico ristretto e selezionato – all’incirca 50 persone in totale ed in prima fila, seduti vicini, il Sindaco di Todi Carlo Rossini, il Presidente della Regione Umbria Catiuscia Marini e il Direttore Artistico del Todi Festival Silvano Spada.
Riccardo Reim è approdato al Palazzo del Vignola con uno spettacolo inedito, tratto dagli scritti pedagogici di Liev Tolstoj – fra cui “I quattro libri di lettura” – messi a confronto con le “buone regole” e i “precetti” raccomandati dagli italiani De Amicis e Mantegazza. Nei panni degli insegnanti – curati nel minimo dettaglio da Mariella D’Amico, costumista – Giancarlo Fares, il “Babbo-Maestro”, e le due insegnanti donna – perché “tutti, anche le donne, adesso possono studiare” – Sara Greco Valerio e Simona Meola. Gli studenti erano impersonati dai giovani Alessandro Blasioli, Loris De Luna, Davide Di Lorenzo e Renan Paini.

Il metodo educativo italiano dell’Ottocento – severo, rigoroso e con una forte influenza cattolica – a confronto con quello rivoluzionario e innovativo proposto dal russo Tolstoj, che vedeva nello studente qualcosa di più di un “selvaggio” da addestrare e “indottrinare”. L’educazione proposta da Tolstoj, considerata in controtendenza rispetto all’epoca, si scontra sulla scena con risultati grotteschi e impietosi – che hanno lasciato gli spettatori fino alla fine col fiato sospeso e con un sorriso amaro sul volto.  I due studenti – “ladro” uno e “bugiardo” l’altro –  il lamento di uno degli  allievi poi il suo silenzio, quell’“Enrico” de “Il Libro Cuore”, la “scuola bianca” nel ricordo e “quel conte Barbuto” delle lontana Russia – visto come un miraggio di salvezza – hanno sollevato interrogativi profondi e senza risposta sul metodo di insegnamento dell’Ottocento.
Uno spettacolo di “nicchia”, denso di contenuti, ma con momenti carichi di un’ironia sottile e impietosa.

L’impianto scenico, di Francesco Persico, ha avuto un forte impatto sui presenti, che si sono immediatamente, anche se involontariamente, trovati ad essere inclusi nello spettacolo stesso. Le musiche originali, di Pericle Odierna, sono state le prime protagoniste sul “palcoscenico” – anche se di “palco” in senso stretto non si può parlare, poiché gli attori si sono esibiti in uno spazio, alquanto ristretto, ricavato al centro della platea. Applausi per salutare tutto il cast de “L’Abbecedario del Conte Tolstoj”, che dopo circa due ore di spettacolo appariva stanco, ma soddisfatto.

La replica dello spettacolo è prevista stasera alle 19.00 e lunedì 25 alle 21.00 sempre presso la Sala Vignola.

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