Il lavoro di Sydel Silverman costituì, nel 1960/61, il primo studio sociologico e antropologico effettuato su una comunità dell’Italia centrale, per descrivere a pieno il tradizionale sistema agrario del comprensorio della media valle del Tevere umbro
Silverman[1]

Ci sono luoghi che anche se visitati una sola volta, ritornano prepotenti nella nostra memoria, perché si dice che lì “ci abbiamo lasciato il cuore”, figuriamoci quando ci si vive per più di un anno.

In un solo istante rivivono ricordi, immagini, emozioni solo sopite, e così è accaduto anche a  Sydel Silverman, l’antropologa che nel 1960 – 61 scelse Monte Castello di Vibio per un suo studio sulla vita di un paese italiano.
Dal suo studio scaturì un’importante tesi nel quale si descriveva il tessuto sociale, la qualità della vita, le tradizioni e le relazioni sociali tra gli abitanti, che nonostante gli anni siano trascorsi, sono ancora molto forti.

Luogo di incontro è stato il Teatro della Concordia, riempito per l’occasione da tanti montecastellesi, che l’hanno voluta stringere in un abbraccio ideale
pieno di gratitudine verso colei che per prima, ha portato all’attenzione del mondo universitario americano Monte Castello di Vibio e la sua gente. L’evento è stato coordinato da Marco Sappino e si è svolto in modo semplice, cordiale e soprattutto emozionante.
L’applauso ha sottolineato l’ingresso della Silverman in teatro, ed è stato spontaneo il dialogo intercorso tra lei e alcuni dei presenti che l’avevano conosciuta durante il suo soggiorno a Monte Castello.Silverman01[1]

L’antropologa ha risposto alle tante domande che le sono state poste, raccontando che la scelta di compiere uno studio su Monte Castello di Vibio, non fu casuale, ma frutto di legami con l’università di Perugia.
Determinante fu poi l’apporto dei cittadini, la loro accoglienza, il loro modo di esprimersi e di raccontare un mondo tanto diverso dal contesto in cui lei era abituata a vivere. In un italiano praticamente invidiabile, come la sua forma, non ha nascosto la sua emozione nel rivedere il teatro allora in rovina, ora pienamente restaurato, ed ha promesso di donare un dipinto realizzato dal suo primo marito Mel Silverman che raffigura Monte Castello di Vibio.

Ma la sua generosità non si è fermata qui: in accordo con la Columbia University infatti, ha concesso tutti i diritti del materiale utilizzato per la ricerca: foto, audio ecc.., utile per realizzare una pubblicazione tradotta in italiano del suo libro, che andrà ad arricchire il già ricco patrimonio dell’archivio storico locale.
Pur essendo una piccola comunità, proprio con eventi di questo genere, si ha l’opportunità di far conoscere la nostra storia.

Sydel Silverman si è formata a Chicago (sua città natale) e alla Columbia University, ed è nota per i suoi lavori come ricercatrice, scrittrice, dirigente di università e fondazioni.
Il suo lavoro costituì il primo studio sociologico e antropologico effettuato su una comunità dell’Italia centrale, uno studio serio ed accurato in grado di descrivere a pieno il tradizionale sistema agrario del nostro comprensorio, cioè la mezzadria, poco prima che fosse abolito per legge.

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