La CIA Umbria ha chiesto interventi straordinari di contenimento di cinghiali, caprioli e (c.d.) lupi e di rivedere la normativa
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In Umbria un tempo c’erano pochi cinghiali e pochi lupi e gli agricoltori delle zone interessate ci facevano poco caso o, portatori di una cultura antica, sapevano come conviverci.

Poi s’è deciso di importare cinghiali da altre regioni, animali molto più prolifici di quelli originari.
Poi tra re-immisioni di lupi appenninici per evitarne l’estinzione e sospetti incroci con cani, naturali o, come è stato documentato in altre zone, conseguenze di operazioni speculative di allevatori senza scrupoli e/o disattenti, anche i cosidetti lupi si sono moltiplicati velocemente.

Tutto ciò ha spiazzato i nuovi agricoltori, i quali denunciano che nelle campagne umbre è allarme rosso.
L’eccessiva presenza di animali selvatici, soprattutto cinghiali e lupi, sta determinando, secondo loro, una situazione non più tollerabile e sono molte le aziende agricole, specie nelle aree marginali e protette, che subiscono conseguenze pesantissime dalle ripetute e distruttive incursioni.

Oltre a ribadire lo stato di grave disagio e di insicurezza in cui si è costretti ad operare, è stata rivolta l’attenzione soprattutto alle peculiarità che caratterizzano negativamente le aziende agricole ubicate nelle aree protette e nell’area contigua al Parco Regionale del Monte Cucco, ormai diventate terra di conquista per cinghiali, lupi e caprioli
Queste aziende hanno subìto pesantissimi danni a coltivazioni e ad allevamenti, al punto che sono state costrette a ridurre drasticamente il numero di capi bovini ed ovini allevati e a modificare il loro ordinamento produttivo non potendo più coltivare girasole e mais, molto appetiti dai cinghiali.

Per questo la Confederazione Italiana Allevatori ha chiesto interventi straordinari di contenimento e di rivedere la normativa che disciplina le attività produttive nelle aree contigue ai Parchi e di inserire, nel Programma di sviluppo rurale 2014-2020, misure specifiche di sostegno agli agricoltori che operano nelle aree protette ed a coloro che sono costretti a fare quotidianamente i conti con la presenza eccessiva di selvatici.

Il presidente della Cia dell’Umbria ha di nuovo sollecitato l’assessore regionale Cecchini affinchè si faccia promotrice di un incontro interregionale sulla complessa problematica, anche con amministratori ed esperti di Marche, Toscana e Lazio. L’assessore regionale umbro Cecchini ha mostrato ampia disponibilità a sostenere le proposte avanzate, mostrandosi interessata a partecipare ad un incontro pubblico sulla tutela e valorizzazione delle coltivazioni e degli allevamenti nei territori dei Parchi, da tenersi nelle prossime settimane.

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