Francesco Zampa, scrittore tuderte con all’attivo diversi libri pubblicati in self publishing che avevamo intervistato qualche tempo fa, esce domani con il suo nuovo libro “La scelta”.
Il libro, già acquistabile su Amazon e contraddistinto da una copertina dove il protagonista è uno dei figli di Francesco Zampa, prende spunto da un fatto storico, un episodio misconosciuto nella tragedia dell’occupazione nazista in Italia.
I nazisti ordinarono la liquidazione del Ghetto, stanchi dei ritardi degli Italiani e desiderosi di riscatto dopo l’8 Settembre. L’azione avvenne il 16 ottobre 1943: circa 1300 Ebrei furono rastrellati, oltre 1000 deportati, quasi nessuno tornò.
“Pochi sanno però – afferma Francesco Zampa – che, nemmeno dieci giorni prima, i nazisti misero a segno un’azione altrettanto drammatica. Non c’è una contabilità precisa. I carabinieri a Roma erano oltre 5000, quasi tutti ricevettero l’ordine di rientro in caserma e di consegna delle armi, perché la mattina successiva, il 7 ottobre, sarebbero stati concentrati alla Scuola Allievi. Forse la metà furono caricati sui treni che li attendevano alle Stazioni di Roma Ostiense e Trastevere”. In quella turbolenta e breve detenzione, commilitoni costringevano altri commilitoni a obbedire all’ordine coordinato dei Nazisti e del Comando Generale: i primi non si fidavano dell’Arma, il secondo attuava le disposizioni dei massimi vertici.
“Chi mangiò la foglia si dette alla macchia e si unì alla Resistenza – continua Francesco – chi obbedì fu deportato in Germania con peggior sorte dei prigionieri di guerra, perché annoverato traditore. Molti ebbero peggior sorte finendo tra le vittime delle Fosse Ardeatine”.
Da questo episodio prende spunto il libro, tanto che l’uscita e la presentazione è stata fortemente voluta il 7 ottobre, proprio per ricordare l’anniversario di questo episodio documentato.
Il tema portante del nuovo libro di Zampa e sul quale si vuol fare riflettere è il confine tra coscienza e dovere. “Mi sono chiesto più volte – afferma il self publisher tuderte – fino a che punto è possibile ordinare qualcosa a qualcuno in un sistema di regole che lambisca, poco o molto, un istintivo sentimento di giustizia. E non finirò mai di ribadire come sia più difficile per un militare operare scelte di coscienza, perché compreso in un sistema di regole molto pressante e spesso ferraginoso. Ma il fatto che qualcuno lo abbia fatto in maniera così plateale, pur in circostanze estreme, non fa che rafforzare le mie convinzioni, e cioè che nessun sistema di regole debba, e infine possa, costringere altri a agire contro la propria coscienza”.
Questa la trama de “La scelta”
Roma, 6 ottobre 1943.
Il giovane brigadiere Flavio Cesari, impiegato al Ministero della Guerra, è al sicuro dai pericoli del conflitto e dalle terribili incursioni dei nazisti in città, e vive quasi come uno spettatore tutto quello che gli succede intorno.
Cura il censimento del personale militare e civile di razza ebraica. Richiede le schede, le controlla, le sollecita e si sente tranquillo anche nel segreto amore per Eva, una bella ragazza ebrea.
Tutto va bene fino a quando, tornando a casa a Trastevere dove abita, non assiste all’eccidio efferato di un suo collega sul Ponte Garibaldi da parte dei nazisti.
Lui ancora non lo sa, ma nulla è già più come prima.
Lui ha già scelto, e nelle seguenti frenetiche ore dovrà rischiare più volte la sua vita, guidato attraverso ogni pericolo solo dalla sua coscienza.
- Redazione
- 6 Ottobre 2014









