Venerdì 10 ottobre in occasione della giornata mondiale sulla salute mentale, si svolgerà la seconda edizione dell’iniziativa “Ospedali a Porte Aperte” dedicata alle donne che soffrono di disturbi mentali, neurologici o del comportamento.
L’Azienda Ospedaliera di Perugia, partner del Network Bollini Rosa, ha predisposto per questa giornata valutazioni gratuite e servizi informativi alla popolazione femminile grazie alla collaborazione di psicologi, psichiatri, ginecologi ed ostetriche. All’ingresso principale dell’Ospedale verrà allestito un piccolo punto di informazioni e consulenze, attivo dalle ore 9 fino alle 13, con possibilità di interfacciarsi con personale specializzato.
“Obiettivo dell’iniziativa è quello di sensibilizzare i cittadini su un tema, come quello dei disturbi mentali femminili, che rappresenta uno dei più gravi problemi di salute pubblica– dice la Dott.ssa Flavia Febbraro dirigente psicologo della S.C. di Neurofisiopatologia del S. Maria della Misericordia -.
In Italia sono circa 17 milioni le persone che soffrono di un disturbo psichico, aggravato dal perdurare della crisi economica.
Si calcola che nella popolazione italiana laddove scarseggiano le risorse economiche la prevalenza di disturbi d’ansia è di circa il 20%, contro il 10% di chi appartiene ad un ceto sociale più elevato.
Le donne in particolare sono maggiormente esposte a questi disturbi che sfiorano il 40% nelle fasce più svantaggiate, mentre sono al 27% in quelle più abbienti. E’ incontrovertibile che depressione, ansia, decadimento cognitivo sono anche strettamente correlate alla violenza domestica, che rappresenta oramai da tempo una vera e propria emergenza sociale.
E L’Umbria su queste tematiche tanto importanti non è certo una regione virtuosa, con dati che rientrano nella media nazionale “.
L’Open Day sulla salute Mentale della Donna, si rivela cosi una opportunità per accrescere gli sforzi di prevenzione durante i cicli vitali della donna, in cui il disagio psichico è più forte, come nel periodo perinatale.
La depressione post partum (DPP) rappresenta infatti la più rilevante complicanza psichica relativa al puerperio. Pur con ampia variabilità, nel mondo occidentale si stima che colpisca circa il 10-15% delle donne che partoriscono.








