Ci sono, secondo Renzi, 75 giorni di tempo per trovare una soluzione ai problemi delle acciaierie di Terni che hanno una notevole influenza su tutta l’Umbria e l’Italia, che in Europa nella vicenda acciaio sembra proprio un vaso di coccio tra vasi di… acciaio.
Ma il modo in cui questo lasso di tempo è stato annunciato dalla società “tedesca” sembra proprio una provocazione che potrebbe avere effetti boomerang, non solo per l’Ast e la Tyssen Krupp, ma in genere per la tenuta anche dell’economia germanica, perchè 573 famiglie “inc…te” in una città come Terni, che si auto indentifica con la fabbrica di viale Brin, possono risvegliare spiriti battaglieri in molti, moltissimi, i quali potrebbero andare oltre il non bere acqua, orzo, luppolo e… plastica di cui le birre tedesche sarebbero composte, secondo un recente studio condotto dai ricercatori del Marine and Environmental Chemistry di Varel in Germania (analisi, pubblicata su “Food Additives and Contaminants”)
La Regione, infatti, ha comunicato che “Questa mattina alle ore 11,46 sono pervenute comunicazioni ufficiali presso i competenti servizi regionali della Regione Umbria, da parte delle aziende del gruppo AST, relativamente all’avvio delle procedure di licenziamento collettivo per riduzione di personale ex art 4 e 24 legge 223/91 per complessivi 537 dipendenti.
Per AST la procedura riguarda 473 dipendenti di cui 381 operai e 92 impiegati e quadri, per la Società delle Fucine 45 dipendenti di cui 30 operai e 15 impiegati e quadri, per il Tubificio di Terni 7 dipendenti di cui 2 operai e 5 impiegati e quadri, per Aspasiel Srl 12 impiegati e quadri.
Le procedure prevedono la conclusione nel termine massimo di 75 giorni decorrenti dalla data di avvio derogabili in caso di espressa e congiunta manifestazione di volontà delle aziende e delle rappresentanze sindacali.”
Ma che il clima si sta surriscaldando lo testimoniano dichiarazioni di politici che militano solitamente su campi avversi
“Sarebbe riduttivo, allo stato attuale della vertenza delle acciaierie, che le istituzioni umbre si limitassero a ringraziare l’Esecutivo per la ‘paziente opera di mediazione’ svolta tra azienda e sindacati.
C’è bisogno che tutte le istituzioni umbre, Regione, Provincia e Comune, si appellino al premier Renzi affinché si arrivi ad un accordo.
Se necessario Renzi deve mettere in campo anche i suoi canali internazionali e tutto il peso dell’esecutivo”.
Lo afferma il capogruppo di Forza Italia in Consiglio regionale, Raffaele Nevi, facendo riferimento agli ultimi sviluppi della vertenza Thyssen Krupp-Ast.
“L’alternativa – conclude – non esiste, perché ci sarebbe un’escalation di tensioni sociali che potrebbero sfociare anche in problematiche di ordine pubblico”.
“Ora si apre una nuova fase, che vede gli operai già impegnati nella mobilitazione e che necessita del contributo attivo del mondo del lavoro nella sua interezza, della cittadinanza, delle forze politiche e sociali, per impedire il realizzarsi dei piani tedeschi per Terni, opponendo ad essi una forza costituente in grado di imporre ai decisori politici l’adozione dei necessari interventi straordinari, per dare un futuro all’industria siderurgica cittadina e nazionale.
Ora più che mai, non un passo indietro e pieno sostegno alle iniziative, anche estreme, dei lavoratori”.
Lo afferma il consigliere regionale Damiano Stufara (Prc – Fds), secondo cui “il fallimento della trattativa sul futuro dell’Ast pone di nuovo i lavoratori e l’intera città di Terni di fronte ad uno scenario drammatico, determinato dalla volontà da parte di Thyssen-Krupp di porre la parola fine a 130 anni di siderurgia ternana e dall’incapacità del Governo nazionale di contrastarla con proposte industriali all’altezza della situazione”.
Secondo Stufara “bene hanno fatto le forze sindacali a non chinare il capo alla multinazionale e neppure al Governo e agli enti locali umbri, la cui proposta di mediazione, elaborata mentre al Senato si faceva carta straccia dello Statuto dei lavoratori, faceva propri gli obiettivi di Thyssen-Krupp rispetto al ridimensionamento occupazionale, senza peraltro offrire alcuna garanzia concreta sotto il profilo industriale. L’intera vicenda dimostra la giustezza delle previsioni di quanti, da subito, a fronte della radicale divergenza degli interessi economico-finanziari di Thyssen-Krupp rispetto a quelli dell’industria ternana e nazionale, hanno posto l’esigenza di un forte intervento pubblico nel settore siderurgico, attraverso l’acquisizione diretta dell’Ast da parte dello Stato. È evidente ormai l’incompatibilità di Thyssen-Krupp con il ruolo di conduzione di una realtà industriale strategica per il Paese quale Ast, che invece, con una proprietà realmente funzionale alle esigenze economiche ed occupazionali del sistema produttivo nazionale, potrebbe rilanciarsi con forza e misurarsi efficacemente nel mercato globale”. “Al contrario – osserva il capogruppo Prc – il Governo lascia che Thyssen-Krupp continui a spadroneggiare, al punto da procedere già in queste ore all’annullamento del salario integrativo ed all’invio delle lettere di licenziamento. Dopo essersi fatta beffe della dignità dei lavoratori e delle massime istituzioni italiane, la multinazionale tedesca, di fatto, si accinge a cancellare definitivamente l’Ast e, per questa via, a mettere in ginocchio Terni e l’intera Umbria








