All'ospedale di Perugia iniziato il piano di abbattimento delle liste d’attesa per le prestazioni prenotate attraverso il CUP
liste attesa osp perugia

Fino ad ora erano solo parole scritte sulla carta per risolvere un problema simile a quello dello svuotamento degli oceani con un secchiello.
Come diceva tempo fa uno dei massimi dirigenti della sanità dell’Umbria, in tema di salute è l’offerta che determina la quantità della domanda.
E in Umbria di offerta ce n’è molta, quindi tutti vogliono sapere se stanno male e se ci stanno perchè e cosa fare.

Ora all’Ospedale di Perugia provano a svuotare l’oceano e così è iniziato lunedi 13 Ottobre il piano di abbattimento delle liste d’attesa per le prestazioni prenotate attraverso il CUP , erogate dal personale del S. Maria della Misericordia in orario serale.
Il logo scelto dall’Azienda Ospedaliera di Perugia è ben visibile in più postazioni; oltre che all’ingresso principale e negli spazi dove viene svolta l’attività assistenziale e diagnostica , e porta il titolo “Ambulatori dopo le 20”.

Le aree individuate per le prestazioni da erogare entro 60 giorni riguardano la diagnostica per immagini (Tac, Rmm, Ecografia ed esami di senologia ), la cardiologia, l’oculistica di secondo livello, la gastroenterologia; esami ecodoppler arterioso e venoso. Sul sito aziendale è possibile consultare sia le prestazioni disponibili che gli orari.

“ Un partenza del progetto che giudichiamo positiva– ha commentato il Direttore dell’Azienda Ospedaliera Walter Orlandi- : sia nel fine settimana che nel primo turno serale, tutti i cittadini si sono presentati all’appuntamento, dimostrando che l’aumentata offerta in giorni ed orari non consueti è stata accolta bene.
Ai cittadini chiediamo di contattare il centro di prenotazione per disdire la visita o l’esame in caso di impossibilità a presentarsi, per permettere ad altri di poter usufruire del servizio”.

L’Azienda Ospedaliera di Perugia ribadisce in ogni caso la necessità di una collaborazione sempre più efficace sia con i medici di medicina generale che con gli specialisti chiamati a privilegiare l’appropriatezza degli esami richiesti, ricordando che nel 2013 sono state effettuate oltre 7 milioni di prestazioni ambulatoriali per tutte le specialità.
Nello stesso anno le prestazioni specialistiche sono state di 2 milioni e 200 mila, con 2000 mila esami in più rispetto all’anno precedente.
Gli incontri con i responsabili delle aree sanitarie con criticità nei tempi di attesa hanno avuto lo scopo di coinvolgere tutte le categorie sanitarie, medici, personale infermieristico, tecnici.

All’altro capo delle regione a Terni, le segreterie di Spi Cgil, Fnp Cisl e Uilp Uil Umbria ritornano sulla questione delle liste di attesa. Alla luce del recente incontro in Regione, i pensionati esprimono preoccupazione riguardo al tema che è stato di recente sollevato sugli organi di informazione dal direttore Asl2 Sandro Fratini, che auspica un ridimensionamento economico delle spese sanitarie attraverso una riduzione dei controlli di routine soprattutto degli over 65.
L’esigenza primaria – precisano le segreterie – è quella della verifica dell’appropriatezza delle richieste in relazione al rapporto con i medici di medicina generale, quindi prendersela con gli anziani è sbagliato e fuorviante”.

“Dall’analisi – fanno sapere i segretari generali regionali Giorgio Menghini della Fnp Cisl, Oliviero Capuccini dello Spi Cgil e Francesco Ciurnella della Uilp Uil- appare che tutti i mali scaturiscano dalle esigenze di ‘controllini’ da parte degli ultrasessantacinquenni.
Questo non è rispondente al vero
: dai vari incontri con la Regione è emersa l’esigenza e la volontà di portare avanti un piano di efficientamento delle risorse sanitarie in essere e di un incremento di risorse umane ed economiche per dare una risposta valida a chi si rivolge alla sanità pubblica.
Al di là dell’età anagrafica di colui che vuole effettuare un controllo. La Regione, inoltre, si è impegnata a investire nel maggiore utilizzo dei macchinari in dotazione alle strutture pubbliche”. Le organizzazioni sindacali vigileranno sulla concreta applicazione di questa impostazione innovativa.

I problemi delle liste di attesa, infatti, non sono solo per le persone anziane, ma si estendono a tutte le fasce di età. E la categoria dei pensionati si interroga su quali strade il direttore indichi per risolvere tale questione. I pensionati ricordano, inoltre, i disagi che gli utenti devono affrontare nell’attesa, che si estende sino al momento della consegna del referto. “Anche per questo – chiosano i segretari – sarebbe opportuno dare risposte immediate agli utenti che si rivolgono, magari anche per un ‘controllino’, al sistema pubblico. Direttore, tragga le sue conclusioni”.

 

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