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L'esame non invasivo permette di valutare contemporaneamente e in maniera integrata la risposta globale dell'organismo (cuore e polmoni) all'esercizio fisico.
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All’ospedale di Terni c’è una novità che garantirà una maggiore accuratezza in fase di verifica della idoneità degli atleti oltre che consentire  diagnosi più approfondite nella Broncopneumopatia cronica ostruttiva.

Grazie alla collaborazione tra la struttura di Cardiologia diretta dal professor Enrico Boschetti e quella di Medicina interna e malattie dell’apparato respiratorio diretta dal professor Giuseppe Schillaci, è ora disponibile  il test da sforzo cardiopolmonare, un esame non invasivo, recentemente introdotto nella pratica clinica, che permette di valutare contemporaneamente e in maniera integrata la risposta globale dell’organismo (cuore e polmoni) all’esercizio fisico.
 
In generale l’esame è estremamente utile a scopo diagnostico nei pazienti con affanno di origine imprecisata e nella valutazione degli atleti, come anche nei pazienti con scompenso cardiaco cronico.
Viene utilizzato nel controllo dei pazienti sottoposti a chirurgia cardiaca o toracica, e in alcune classi di lavoratori dell’industria.

Il test da sforzo cardiopolmonare rappresenta una nuova frontiera anche nel percorso diagnostico-terapeutico della Broncopneumopatia cronica ostruttiva, una patologia ampiamente diffusa e di grande impatto clinico e sociale le cui cause principali sono il fumo di sigaretta e gli inquinanti ambientali e professionali.
La Broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) colpisce quasi il 5% della popolazione mondiale.
A maggio del 2014 è stata classificata come la terza causa di morte, essendo responsabile di oltre 3 milioni di decessi; numero destinato ad aumentare per gli alti tassi di fumatori e per l’invecchiamento generale della popolazione.
Sull’argomento ci sarà anche un incontro di aggiornamento proprio in questo week end (
vedi articolo a parte)

L’apparecchio è costituito da un tradizionale elettrocardiografo da sforzo unito ad un pneumotacografo (che serve a misurare la ventilazione polmonare) ed un analizzatore di gas (ossigeno e anidride carbonica), il tutto gestito da un software. Il paziente viene collegato a questa apparecchiatura per mezzo di un boccaglio dotato di rilevatore del respiro.
Questo strumento trasmette, analizzando respiro per respiro, l’andamento del consumo di ossigeno e la produzione dell’anidride carbonica.

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