Leggiamo con stupore il comunicato del centrodestra sulla questione dei rifugiati politici ospitati a Marsciano.
La prima cosa che salta all’occhio è che pur di accaparrarsi qualche simpatia in più e pur di nascondere la povertà politica del centrodestra, questi ultimi si dedicano a temi che hanno rilevanza nazionale e sui quali nulla può fare la politica locale tantomeno quella comunale.
Seguono poi menzogne alla luce del sole e falsità dettate da una cultura squisitamente razzista e da un’ignoranza fuori dal comune. Innanzitutto viene da chiedersi come si fa da parte di una forza politica rappresentata in consiglio a confondere il rifugiato politico accolto con un programma governativo con un clandestino che non ha nessun documento, evidentemente la voglia di parlare alla pancia della gente era troppo forte.
Si parla dei rifugiati politici che Marsciano ha accolto argomentando l’agevolazione della clandestinità e delle organizzazioni criminali, addobbando il più classico degli slogan leghisti, quando in realtà si tratta di una manciata di ragazzi che scappano dalla guerra, e dalla persecuzione lasciandosi alle spalle storie terribili altro che delinquenza.
La proposta del centrodestra sui “criteri di residenza” è la riprova della loro tendenza a mescolare le carte partendo dal tema dei rifugiati per attaccare in maniera demagogica tutti i cittadini immigrati di Marsciano. Analizzando la proposta del criterio di residenza è evidente che sia un criterio velleitario ed inutile, infatti la maggior parte dei migranti residenti a Marsciano è di origine rumena e perciò cittadini comunitari con gli stessi diritti dei loro concittadini italiani, per il resto parliamo di comunità radicate da oltre 10 anni se non di più, famiglie i cui figli sono nati a Marsciano e le cui storie parlano in dialetto marscianese.
Sempre seguendo lo stesso registro il comunicato del centrodestra separa nettamente le comunità migranti presenti a Marsciano dalla popolazione italiana, respingiamo con forza questa logica, la popolazione marscianese è una comunità unita e unica, dove si mescolano storie e culture, Marsciano è un cittadina accogliente dove non ci sono steccati ne si costruiscono muri, le comunità straniere presenti a Marsciano sono perfettamente integrate nel tessuto sociale e attraverso le loro associazioni e la loro laboriosità. Continueremo a portare avanti il lavoro in consiglio comunale volto alla difesa delle classi più deboli senza distinzioni tra di esse, continueremo a chiedere più welfare, più diritti sociali e civili per chi non ne ha. Siamo da sempre impegnati nella lotta a chi per tornaconto elettorale soffia sul fuoco della guerra tra poveri, e ci impegniamo a promuovere iniziative pubbliche per smentire le menzogne e le balle messe in giro dal centrodestra nel suo disperato bisogno di consensi facili”.
Rifondazione Comunista

È con una nota di Francesca Mele – Coordinatrice di Centrodestra Marsciano – che arriva la replica all’uscita – veramente fuori luogo – di Rifondazione Comunista in merito al  comunicato stampa sui flussi migratori.
Forse prima di accusare Centrodestra Marsciano di “povertà politica” e “ignoranza” , RC dovrebbe interrogarsi su quanto ha realmente compreso della nostra nota così vivamente contestata.
Difatti se avessero letto con un po’ più attenzione – senza lasciarsi fuorviare dalla propria impostazione ideologica (quella sì realmente populista e demagogica) – si sarebbero accorti che nell’articolo si affrontavano diversi temi : alcuni di portata nazionale (operazione Mare Nostrum) e altri di rilevanza locale (la presenza degli immigrati, in generale) , ma comunque fra loro collegati, ed era in riferimento a questi ultimi che si prospettava l’impegno a livello locale, affinchè venisse utilizzato il criterio del maggior numero di anni di residenza, per la formazione delle graduatorie di accesso ai  servizi posti a carico della collettività.
Forse, se anziché farsi prendere dall’impeto antirazzista, avessero riflettuto sul fatto che non tutti gli immigrati che sbarcano sulle nostre coste chiedono (ma soprattutto) ottengono il riconoscimento dello status di rifugiato e che, in caso di diniego difficilmente rimpatriano ma preferiscono rimanere in Italia, magari non ottengono il permesso di soggiorno e quindi divengono (tecnicamente e legalmente) “clandestini”, allora avrebbero capito che il riferimento alle organizzazioni criminali – che spesso proliferano e traggono sostanza dal fenomeno immigrazione/clandestinità – non era affatto né ultroneo né fuori luogo.
Fra l’altro accusare Centro Destra Marsciano di dedicarsi a problemi di portata nazionale come quello della immigrazione e quello dei rifugiati, “…sui quali nulla può fare la politica locale tantomeno comunale” , questo sì dimostra la pochezza delle argomentazioni di RC: sia perché è la stessa RC marscianese  che da sempre – ma anche nell’ultimo quinquennio di consiliatura – ha presentato diversi ordini del giorno in Consiglio Comunale proprio vertenti su questioni di portata e interesse nazionale, sia perché fare politica locale non significa non potersi occupare di temi di più ampio respiro pur se (in ipotesi) non si ha la possibilità di incidervi a livello locale.
In realtà sui flussi migratori, i rifugiati e quant’altro le amministrazioni comunali possono prendere posizione e intraprendere diverse iniziative, a cominciare dal fornire o meno la propria disponibilità ad accogliere rifugiati, per continuare con l’elaborazione dei criteri di formazione delle graduatorie di accesso ai servizi come gli asili nido o gli alloggi popolari.
Quindi,  prima di accusare gli altri di ignoranza, sarebbe opportuna un po’ di sana autocritica e prima di formulare accuse di razzismo sarebbe necessaria qualche buona riflessione.
Non si può continuare a chiudere gli occhi e accogliere a braccia aperte chiunque non sia italiano (solo per questo) e promettergli un lavoro, una casa e l’uso di strutture messe a disposizione dalla collettività , quando la possibilità di farlo non c’è più nemmeno per gli italiani in difficoltà.
Non si può continuare a far finta che la crisi e la mancanza di soldi siano realtà lontane quando si tratta di accogliere immigrati in difficoltà o rifugiati o richiedenti asilo: le risorse economiche sono sempre più esigue e quindi la possibilità di accedere alle strutture e all’aiuto pubblico sono ridotte ai minimi termini e non possiamo che augurarci che siano i marscianesi – per nascita o per il fatto di risiedere nel territorio marscianese da diversi anni – a poter accedere per primi ai servizi per i quali  stra-pagano le tasse.
Razzista è chi sostiene che l’immigrato, in quanto tale o solo perché proveniente da una nazione in difficoltà, debba essere comunque accolto a Marsciano (o altrove) anche quando non ci sono le risorse per aiutarlo, o il lavoro per farlo integrare , o anche quando l’accoglienza a queste persone sia fatta , a discapito  di chi è nato  e vissuto qui da anni .
Questo è vero razzismo!
Centro Destra Marsciano

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