Tra “buonismi”, sottovalutazioni e reati considerati solo dal versante della pena del reo e non già da quello della necessità di proteggere la società ed i cittadini onesti “Tra gli umbri – ha rilevato l’assessore regionale con delega alla sicurezza, Fabio Paparelli, intervenendo stamani alla prima giornata del convegno internazionale su “Quali politiche per la sicurezza?” – è diffusa l’idea che la criminalità sia aumentata”.
Ma l’assessore ha anche detto che “questa percezione sembra svanire man mano che si analizzano i dati a disposizione, ci si avvicina al proprio contesto di vita e all’esperienza personale. “
Una tale affermazione sarebbe fondata sul fatto che nell’ultimo anno, solo il 19% degli intervistati sarebbe “stato vittima di reati, mentre l’81% dichiara di non aver subito alcun reato”.
Ora che quasi un quinto di persone colpite direttamente da reati in zone densamente popolate sia un fatto poco rilevante lo può affermare solo chi vive in un castello all’interno di una tenuta di centinaia di acri.
Una persona colpita da reati su cinque significa che nel suo condominio i malviventi hanno colpito almeno una volta, se piccolo.
Che in una famiglia magari un componente è stato vittima di reati.
E lal prossima volta toccherà ad un altro.
Si può stare tranquilli con tale pensiero?.
Ci si consola, nei palazzi del potere, con la constatazione che nel triennio 2011-2013, le denunce in Umbria sono leggermente aumentate (del 4,16%, dalle 35.666 del 2011 alle 37.151 del 2013), con un più considerevole incremento nel 2012 (+3,52%) e una relativa stabilizzazione nel 2013.”
Ma nessuno che si interroghi su quante persone rinunciano alle denunce visto l’effetto che fanno.
Certo, come dice l’assessore, “Occorre concentrarsi sulle condizioni sociali ed economiche che creano ambienti favorevoli alla criminalità, agendo con politiche sociali rivolta ai giovani, politiche abitative, di lotta alla dispersione scolastica, politiche per l’occupabilità, per l’integrazione degli immigrati, degli ex detenuti, delle persone con problematiche di dipendenza, con l’obiettivo di migliorare la qualità della vita, dell’ambiente e delle relazioni sociali, attraverso progetti di mediazione dei conflitti, di rivitalizzazione dello spazio pubblico, di riqualificazione dell’arredo urbano.”
Ma la soluzione più semplice l’avevano trovata gli antichi romani: leggi senza sanzioni sono inutili.
E ci dicano per favore quali e quanti sanzioni effettive, concrete e rapide oggi in Italia vengono comminate nei casi in cui il responsabile del reato è stato individuato.
Il sottosegretario di Stato Marco Minniti ha affermato” non c’è sicurezza reale se non c’è sicurezza percepita”.Bene ed allora si passi dalle parole e dai convegni ai fatti.








