L’artigianato locale, celebrato per la sua capacità di rappresentare il meglio del saper fare italiano, ha subito duri colpi a causa della crisi.
Per molte botteghe, soprattutto nei centri storici, è stato quasi d’obbligo chiudere i battenti. Un’ipotesi a cui un anno fa ha pensato anche Daniele Parasecolo, apprezzato intarsiatore di Todi, che oggi, dopo mesi di lavoro, ha prima risollevato e poi rilanciato l’attività, tanto da poter oggi annunciare la sua prima personale all’estero.
«Dal 5 al 7 dicembre – spiega – espongo all’Espace 44 di Bruxelles, con una mostra organizzata da Marina Colombo e Laura Tuccimei, in cui presento al pubblico europeo una trentina di tarsie ispirate a disegni rinascimentali e opere grafiche di maestri come MC Escher».
Ad aiutarlo in questa fase è la sua squadra di apprendisti. «Todi ha una tradizione secolare nell’ebanisteria. Non è facile però portarla avanti. Oggi nella mia bottega il futuro è in mano a allievi speciali: donne, con genitori stranieri, poliglotte.» Sono Stella e Imelda, le due ventenni apprendiste in tarsia e lavorazione del legno che lo assistono da qualche mese.
Le ragazze, di origini una brasiliane e una albanesi, sono state assunte grazie a bandi statali e regionali (come “Progetto lavoro artigiano”, finanziato dalla Regione Umbria e gestito da Ecipa e Cna) che ammortizzano i costi per il datore di lavoro.
Stella e Imelda realizzano molte delle tarsie vendute in bottega e aiutano Daniele nella gestione dei clienti stranieri grazie a una perfetta conoscenza di inglese, francese, albanese e portoghese: «Un vantaggio enorme che ci permette di saldare il rapporto di fiducia con il cliente.»
Imelda, uscita con il massimo dei voti al liceo linguistico e iscritta a giurisprudenza, non esclude un futuro in bottega. Neanche Stella: «Questa è una grande occasione di imparare un mestiere che allena manualità e creatività. Mi piacerebbe continuare lavorando con Daniele a una linea di accessori da vendere in tutto il mondo.»
Del resto, in questi mesi, Daniele Parasecolo ha deciso di rafforzare la sua presenza sul web con un nuovo sito. Non solo. «Quest’anno si è cominciato a vedere un flusso di turisti più massiccio. Ma ancora non basta. Anche noi artigiani e commercianti siamo chiamati a sforzi di autopromozione e promozione del territorio.»
Per questo sulla pagina facebook, che conta centinaia di fan tra clienti, hobbisti e appassionati di intarsio, non perde occasione di sostenere eventi e commercianti della zona.
Per lui il successo della bottega dipende anche da quello dei suoi colleghi e amici del centro, luogo in cui non smetterà mai di credere: «Amo questo posto e continuerò a puntarci: è pieno della storia del mestiere antico che faccio e noi tutti siamo chiamati a garantirgli un futuro.»








