Certamente per chi ha patrimoni immensi all’estero, per chi è abituato a rubare cifre ingenti alla collettività, per chi è preoccupato solamente di abbellire la macchina della Giustizia, fregandosene del fatto che poi cammini, le recenti decisioni del consiglio dei ministri in tema di “quasi cancellazione” di reati sempre più numerosi, che richiederebbero il carcere fino a cinque anni stanno bene o almeno sono per loro di scarso peso.
Così un altro, forse ultimo, passo verso la cancellazione dello stato di diritto in Italia sarà compiuto e poi non si lamentino se la gente si difenderà (dovrà farlo) da sola contro chi, oltre che attentare al suo patrimonio magari minimo, con furti e truffe, sconvolge le vite delle vittime.
Si pensi al pensionato a 500 euro al mese a cui viene sottratta la pensione e con essa la possibilità di vivere, si fa per dire, un mese.
Se non ci sono carceri le si facciano o meglio si utilizzino quelle chiuse prima ancora di aprirle dopo aver speso milioni; il costo per mantenerle sarebbe zero se si considera le spese che le forze dell’ordine effettuano ogni giorno per riacchiappare i soliti noti che vengono messi in libertà un minuto dopo essere presi e sbeffeggiano le vittime che diventano così loro ostaggi.
Una decisione che non ha eguali in Europa, che trasformerà l’Italia nel “paese dei balocchi”, suscita, nonostante il clima natalizio, grosse apprensioni di cui si è fatto portavoce anche l’Associazione nazionale anziani pensionati, attraverso il suo presidente: ’“Siamo molto preoccupati. Così si incentivano i malintenzionati a prendere a bersaglio le persone anziane, che rappresentano l’anello debole della società”.
L’opposizione è verso un decreto che intende dare attuazione alla legge delega 67/2014 depenalizzando reati contro il patrimonio considerati “di lieve entità”, come furto semplice, danneggiamento, truffa, ma anche violenza privata o minaccia per costringere a commettere un reato.
Resta ferma la possibilità (!??), per le persone offese, di ottenere serio ed adeguato ristoro nella competente sede civile”.
Ma vorremmo vedere chi si azzarderà ancora ad iniziare una causa civile col responsabile che ti viene a controllare sotto casa
“È ininfluente, per gli anziani – aggiunge Palazzi – la possibilità di risarcimento in sede civile, in quanto per loro il danno non è tanto economico ma piuttosto psicologico: scoprire di essere truffati porta alla perdita di autostima e all’autoisolamento”.
Non solo, prosegue il presidente Anap, quelli indicati non sono “fatti di lieve entità”, e il provvedimento “va in senso diametralmente opposto alla Campagna che l’Anap sta portando avanti in tutta Italia, assieme alle Forze dell’Ordine, sulla sicurezza degli anziani”.
Alla luce di tutti questi elementi, secondo Palazzi occorre “correggere la normativa, prevedendo, ad esempio, l’esclusione dalla normativa stessa dei reati perpetrati nei confronti degli anziani”.
Ma la legge è uguale per tutti, come si legge nelle aule dei tribunali, salvo voler a malincuore credere a quel che diceva Calmandrei semplicemente aggiungendo un “non”.









