Nonostante che la direzione dell’AST seguiti a smentire, da ultimo con la nota che segue, seguita il contrasto con le associazioni ambientaliste ternane.
La direzione dell’acciaieria aveva così scritto : “In relazione a quanto recentemente apparso su alcuni organi di stampa locali in merito a presunte fughe di gas o esalazioni provenienti dal nostro sito produttivo, Acciai Speciali Terni precisa quanto segue:
– non si è verificata alcuna fuga di gas, grande o piccola che dir si voglia, dagli impianti dello stabilimento, come hanno peraltro potuto accertare gli organi competenti intervenuti (VVF ed ARPA) e i tecnici dell’ASM.
– La diffusione degli odori che si è verificata il giorno 5 novembre era semplicemente dovuta alla permanenza di oli esausti nei serbatoi adibiti al deposito (nell’area denominata “impianto rottura emulsioni”) in attesa del loro smaltimento tramite ditte autorizzate, permanenza che si è protratta a seguito dello sciopero, come peraltro hanno potuto
verificare i tecnici ARPA intervenuti sul posto.
– L’impianto “rottura emulsioni” non compare nella “Scheda di informazione sui rischi di incidente rilevante per i cittadini ed i lavoratori” semplicemente perché non è un impianto “a rischio di incidente rilevante”, ai sensi della cosiddetta “normativa Seveso”, né per la sua tipologia né per le sostanze che in esso possono essere presenti. “
Ma Italia Nostra di Terni non demorde ed annuncia una conferenza–stampa presso i cancelli della discarica Thyssen di vocabolo Valle, corredandola di parole pesanti e con l’annuncio di un “momento storico”
“Su Thyssen “si valuti il disastro ambientale”: per Terni questa indagine già rappresenta un fatto epocale che non possiamo che salutare con sollievo e fiducia, pronunciando un sentito ‘grazie’ al GIP del Tribunale cittadino, dott. Maurizio Santoloci.
Ed è la riprova che l’auspicato commissariamento dell’azienda non descriveva una posizione velleitaria, ma era frutto dei ragionamenti di coloro che, scevri dalla logica dei compromessi, avevano piena contezza della gravità della situazione.
Da anni –decenni- residenti e associazioni denunciano l’asservimento di gran parte della nomenclatura ai soli interessi dell’industria, segnalando gli eccessi della Thyssen, l’assenza di sanzioni adeguate, l’incapacità della politica di accompagnare la produzione verso cruciali dinamiche di rilancio in chiave sostenibile, incapacità emersa anche dagli esiti dell’ultima vertenza.
Solo poche settimane fa un noto sottosegretario di Stato, respingendo una precisa mozione parlamentare, aveva ieraticamente affermato che a Terni ‘non esiste problema ambientale’; un eurodeputato, pochi giorni or sono, aveva poi testimoniato di una ‘produzione pulita e rispettosa per l’ambiente’. Favole.
I report ufficiali sulla contaminazione, purtroppo per noi, dicono il contrario: e allora quando avremo concreto rispetto anzitutto per la vita di chi lavora in Thyssen, rispetto di noi stessi, imponendo alla multinazionale straniera di investire quelle centinaia e centinaia di milioni che a casa sua già riserva ai fini del contenimento dei fenomeni? Perché non considerare anche le centinaia di posti di lavoro che, con adeguate risorse, generano messa in sicurezza degli impianti e bonifiche, come sta per avvenire a Piombino e a Taranto? Autolesionista non muoversi in questa direzione.
Dopo i tremendi numeri del primo Studio Sentieri (2010), proprio dodici mesi fa, nel dicembre 2013, la vicenda ambientale ternana fece un salto di qualità grazie alla diffusione di dati ufficiali ARPA sulla contaminazione dei suoli da metalli pesanti.
Ma l’inquinamento conseguentemente non poteva che riguardare anche alcuni prodotti alimentari, come è poi emerso, con PCB/diossine a farla da padrone in non pochi campioni di latte e uova prelevati entro un’area consistente della Conca, dati che la direzione ASL 2 ha peraltro diffuso assai tardivamente –e usiamo un eufemismo.
Né intendiamo in questa fase lanciare accuse all’insano sistema di complicità che vede appaiati poteri economici e politici: altri se ne occuperanno a suo tempo.
Oggi il coraggio e la competenza di alcuni magistrati restituiscono serenità alla comunità offesa, rendendo possibile una riflessione comune nel segno del progresso civile, sociale ed eco-industriale: pertanto, unitamente ad altre sigle culturali e ambientali, così come insieme agli amministratori locali più sensibili, abbiamo scelto di celebrare questo momento vedendoci dopodomani, sabato 20 dicembre, ore 10, per una conferenza–stampa presso i cancelli della discarica Thyssen di vocabolo Valle, Terni. Occasione per fare il punto della situazione e annunciare le prossime mosse su una vicenda che, oltre alla salute, coinvolge le nostre menti e i nostri cuori. Nunc est bibendum!












