Una penosa interpretazione dei dati tratti dal sito governativo da parte di tanti media nazionali e locali
soldi pubblici

 

Lanciato da Matteo Renzi, in diretta dalla trasmissione “Che tempo che fa” su Rai3, il portale soldipubblici.gov.it è stato preso d’assalto dai media che si sono sbizzarriti a fare confronti tra le “SPESE” delle varie amministrazioni pubbliche.

C’è chi ha scritto: “il sito consente di scoprire in modo molto intuitivo chi e quanto spende e per cosa tra le amministrazioni pubbliche. Quale italiano medio resisterebbe mai a controllare le spese del proprio comune? E magari anche a confrontarle?”

Ed invece il sito precisa che ci “ sono tutti i pagamenti di regioni, comuni e province riferiti a dicembre 2014”

La frase potrebbe trarre in inganno chi di contabilità non capisce proprio nulla, ma ciò non dovrebbe accadere per chi si reputa un professionista delle informazioni.

Costoro dovrebbero aver ben presente la differenza tra spese e pagamenti.
Le prime sono quelle che le amministrazioni pubbliche si impegnano a pagare per acquistare beni e servizi, le seconde sono solo quella parte delle prime che le stesse amministrazioni hanno pagato ad una certa data.

La conseguenza dell’ignoranza è che sono state ritenute meritevoli di plauso quelle amministrazioni che non hanno pagato i loro debiti verso i fornitori ed additate al pubblico ludibrio quelle che più correttamente hanno saldato i loro debiti.

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