Se i dati forniti da Stefano Vinti sono esatti, un luogo comune dovrebbe sparire.
“In realtà in Italia i dipendenti pubblici non sono affatto troppi – dice l’assessore regionale -.
Nel nostro paese, infatti, si contano 58 impiegati nella Pubblica Amministrazione ogni 1000 abitanti, contro i 54 della Germania, i 65 della Spagna, i 94 della Francia e i 135 della Svezia.
La spesa per il pubblico impiego in Italia pesa per l’11,1%, in Danimarca per il 19,2% e in Germania per il 7,9 %, con una media europea dell’11,1%.
L’Umbria si colloca, addirittura, al di sotto della media nazionale per numero di pubblici impiegati che ammontano a 49.189, 54 ogni mille abitanti, come la Germania.
In Umbria il numero di dipendenti pubblici rappresenta l’1,5 per cento del totale nazionale, percentuale in linea con l’incidenza della produzione di Pil e con quella della popolazione sul totale.”
Ma, nonostante i numeri, le critiche sull’efficienza della macchina pubblica saranno dure a morire per un fatto, di numeri e qualità, che troppo spesso si dimentica, forse perché i responsabili sono in primo luogo i politici.
Chi lavora ( ci sono, ma come nel privato, le “pecore nere”) nella pubblica amministrazione, in primis ha a che fare con un numero di norme che non ha eguali in Europa e non di poco: minimo tre quattro volte di più di paesi con la dimensione italiana o più grande.
Norme il più delle volte scritte, di proposito, male per favorire le doppie, triple ecc. interpretazioni.
Invece, quindi, di tendere – come denuncia Vinti – “alla delegittimazione dei lavoratori pubblici nascondendo, invece, i veri problemi che il governo si guarda bene dal risolvere” si dovrebbe cercare di avere una uniformità, quanti qualitativa, europea e se necessario anche tedesca.
Sarebbe l’occasione per far capire ai cittadini che l’Europa non è solo quel poco che c’è adesso ed a coloro che sguazzano nella confusione normativa che la “cuccagna”è finita.
Purtroppo gli italiani, anche quelli che lavorano nella P.A., non sono tutti uguali e la latitudine incide eccome.
Alla vicenda dei vigili romani che ha scatenato la bagarre hanno prestato il fianco alcune decine di lavoratori, ma tanto è bastato per far scattare una micidiale campagna propagandistica: i lavoratori pubblici sono fannulloni e sono troppi, licenziamoli e poi sostituiamoli magari con dipendenti delle cooperative, meno pagati, ed assunti “intuitu personae”, così la percentuale del “pubblico” scende, ma di numero e qualità.












