Secondo l'assessore regionale “In Umbria vengono applicati canoni per le concessioni idroelettriche non irrisori, che sono in linea con quelli di altre Regioni"
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Giorni fa da Terni, in clima di campagna elettorale,  erano state rivolte tre domande alla Regione Umbria:
 1. per quale motivo l’Umbria applica canoni così bassi alle multinazionali dell’idroelettrico? E’ stata mai calcolata la somma regalata in 15 anni da Regione ed EELL a Endesa prima e a E.On poi, con tale privilegiato trattamento? Ebbene, si parla grosso modo di € 40/50.000 al giorno, € 2.000/ora circa: vogliamo intervenire subito o avanti ad libitum in questo modo?
2. Si è consci del fatto che la rendita idroelettrica, secondo uno studio Bocconi centrato su quanto accade in Piemonte, sia pari al 75% annuo, con utili dunque stellari? Il dumping fiscale regionale può oltretutto ingenerare rischi economico-industriali, tanto che alcuni sindacati hanno rilevato come il ‘nucleo idroelettrico’ locale sia oggetto di interesse da parte di fondi di investimento altamente speculativi, fondi la cui mission finanziaria è assai diversa dal core business delle società del settore energia.
3. Perché l’Abruzzo obbliga a un supercanone di € 50 per ogni Kw di potenza (effettiva) i concessionari idroelettrici non andati a gara pubblica (tra cui il nostro ‘nucleo’: siamo già sotto infrazione europea), mentre noi ci fermiamo ad appena € 15 (calcolati sulla ben più bassa potenza nominale), metà di Lazio, Lombardia, Veneto, meno della metà di Molise e Basilicata?

Ora è giunta una risposta che sicuramente non soddisferà coloro che avevano presentato le domande di cui sopra, ma che potrebbe testimoniare come  il problema sia stato sottovalutato e che si potrebbe per il futuro porvi rimedio:
 “In Umbria vengono applicati canoni per le concessioni idroelettriche non irrisori, che sono in linea con quelli di altre Regioni e senza praticare alcuno sconto o privilegi per le multinazionali”. È quanto afferma l’assessore regionale all’Ambiente, Silvano Rometti, in merito alle dichiarazioni di Andrea Liberati, di Italia Nostra, riportate dai “media”. 
  
“Lo dimostrano le cifre. Basti considerare – rileva Rometti – che dei circa 6 milioni di euro incassati in media all’anno dalla Regione per i canoni di derivazione di acqua pubblica, la maggior parte, quasi 5 milioni di euro, provengono dai grandi utenti, in tutto una trentina. Tra questi figura la multinazionale E.On che, lo scorso anno, è stata chiamata a versare quasi 4 milioni di euro”.  
 
“Il canone concessorio unitario – sottolinea l’assessore – in base alle norme nazionali e regionali viene annualmente adeguato agli indici Istat previsti per legge.
Per quanto riguarda le concessioni idroelettriche, nel 2014 era fissato in 15,51 euro/KW e nel 2015 è previsto un canone unitario di 15,60 euro/KW. Un importo che non si discosta di molto dalle altre regioni, anzi in alcuni casi – ad esempio, dell’Emilia Romagna – lo supera”.
  “Eventuali modifiche delle disposizioni in merito ai canoni concessori – conclude Rometti – potrebbero essere valutate in occasione della manovra di bilancio, anche tenendo conto delle possibili ricadute nei vari territori”.

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