Due sono gli aspetti che più agitano la RSU provinciale perugina dei lavoratori: mobilità del personale in esubero e la questione del trasferimento delle funzioni collegata a costi delle medesime e relativo personale.
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“Continua a dichiararsi preoccupata la Rsu della Provincia di Perugia, dopo gli esiti della riunione del Tavolo di Regionale di Governance sulla riforma delle Province avvenuta ieri a Villa Umbra con l’assessore regionale alle riforme Fabio Paparelli.

In modo particolare due sono gli aspetti che più agitano la rappresentanza provinciale perugina dei lavoratori: mobilità del personale in esubero e la questione del trasferimento delle funzioni collegata a costi delle medesime e relativo personale.

Giovanni Roccatelli, coordinatore della CGIL, membro della stessa RSU presente al Tavolo a seguito del presidio organizzato dalle stesse per essere informati ha raccontato come “ancora permangano dubbi su questi aspetti che la Regione non ha contribuito a chiarire. Abbiamo portato a esempio il caso della Regione Toscana che ha individuato esattamente i criteri per gestire la mobilità del personale, anche quello cosiddetto trasversale a più funzioni. Noi ancora non sappiamo – ha aggiunto – come verranno considerate le funzioni trasversali e il relativo personale.
Secondo i nostri calcoli sarebbero 150 le persone in pianta organica, tra funzioni trasversali e dirette, ma meno della metà sarebbero quelle in possesso della Regione.
Quindi chiediamo una maggiore chiarezza nei calcoli e nelle cifre
che circolano in questi giorni”.

Intanto, sembra che sia uscita la circolare ministeriale che scorporerebbe il corpo della Polizia Provinciale e i lavoratori dei centri per l’impiego dalla Provincia.
“Notizia positiva è il blocco dei concorsi in tutta l’Umbria dando precedenza ai dipendenti delle Province considerati in esubero, come detta la legge, allargando la possibilità anche alle ASL”.

Le prossime tappe sono il 4 febbraio, quando torna a riunirsi l’Osservatorio, il 9 febbraio in Regione verrà adottato il “Ddl” di riordino delle funzioni amministrative regionali, di area vasta, e forme associative dei Comuni, già preadottato  il 17  novembre scorso, entrando così nel vivo di un iter legislativo che porterà,  presumibilmente entro il mese di febbraio, a ridisegnare i confini e le competenze delle amministrazioni locali a partire da quelle delle Province, in attuazione della cosiddetta Legge Del Rio.
Il 25 febbraio a Firenze, invece, è fissata la riunione delle RSU di Cgil, Cisl e Uil.

Intanto, il Consiglio delle Autonomie Locali, riguardo all’iter di approvazione del disegno di legge regionale sul riordino delle funzioni tra Province, Regione ed Enti locali, ha espresso il proprio parere positivo al DDL regionale, condizionandolo però al recepimento delle proposte di modifica presentate dalle Province e dai Comuni e ritenendo necessario che la legge regionale disciplini in maniera più puntuale i criteri e le procedure riguardanti il personale da trasferire.
In particolare, il CAL ha chiesto il mantenimento delle funzioni omogenee in capo al medesimo ente, evitando frazionamenti, e la stretta correlazione tra funzioni e risorse

 

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