La carne di cavallo spacciata come bovina in piatti pronti ha convinto il Parlamento europeo ad esortare l’Esecutivo dell’Ue a rendere obbligatoria l’indicazione dell’origine delle carni presenti negli alimenti trasformati
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LA METÀ DELLA SPESA DEGLI ITALIANI È ANONIMA

Cibi con l’indicazione di  provenienza E quelli senza
Carne di pollo e derivatiPasta
Carne bovinaCarne di maiale e salumi
Frutta e verdura frescheCarne di coniglio
UovaCarne trasformata

Frutta e verdura trasformata

MieleDerivati del pomodoro diversi da passata
Passata di pomodoroFormaggi
Latte frescoDerivati dei cereali (pane, pasta)
PesceCarne di pecora e agnello
Extravergine di olivaLatte a lunga conservazione
 Concentrato di pomodoro e sughi pronti

(Fonte: Elaborazioni Coldiretti)

Anche se l’etichetta da sola non risolve i problemi, perchè chi falsifica i cibi non si fa certo scrupolo di completare l’opera falsificando anche l’etichetta, quando questa è “parlante” del luogo di origine si può confidare che il commerciante che vende il prodotto, per non fare brutta figura, si sia accertato bene della provenienza della merce.

Sicuramente una etichetta con l’indicazione della provenienza della merce è una buona promozione presso i consumatori

Coldiretti Umbria ha commentato positivamente la risoluzione non legislativa sull’indicazione del paese di origine in etichetta per la carne contenuta nei prodotti alimentari trasformati adottata dal Parlamento Europeo in seduta plenaria.

Con questa Risoluzione non legislativa, il Parlamento europeo – sottolinea Coldiretti – esorta l’Esecutivo dell’Ue a far seguire alla sua Relazione proposte legislative che rendano obbligatoria l’indicazione dell’origine delle carni presenti negli alimenti trasformati onde assicurare maggiore trasparenza lungo la filiera alimentare ed informare meglio i consumatori europei.

Come è avvenuto per l’obbligo di indicare in etichetta l’origine della carne bovina fresca sotto la pressione della mucca pazza, anche in questo caso – precisa Coldiretti – è stato uno scandalo a favorire l’accelerazione, con il ritrovamento di carne di cavallo spacciata come bovina in piatti pronti come lasagne, ravioli, tortellini, cannelloni, olive all’ascolana, polpette e ragù nell’aprile 2013

In Italia – sottolinea Coldiretti – la metà della spesa è ancora anonima e in questo senso è stata positiva anche la decisione del Ministro delle Politiche Agricole Maurizio Martina di avviare una consultazione pubblica on line per sostenere l’indicazione di origine negli alimenti e spingere a livello europeo per  rendere le etichette più trasparenti.
Un’opportunità  – ribadisce Coldiretti – per accelerare un percorso dal quale dipende la sopravvivenza dell’agricoltura italiana.

Intanto al termine della riunione sul latte al Ministero di ieri, sempre dal Ministro Martina è venuto un importante impegno a prendere contatti istituzionali con l’Autorità garante per il mercato e la concorrenza, in modo che le pratiche commerciali scorrette possano essere immediatamente segnalate, come richiesto da Coldiretti nella piattaforma della mobilitazione “Un giorno da allevatore”, svoltasi a Roma la scorsa settimana con la presenza anche di centinaia di allevatori umbri. Positivo, tra l’altro, è anche l’impegno per arrivare all’indicazione obbligatoria del paese d’origine o del luogo di provenienza per il latte tal quale e per il latte usato quale ingrediente di prodotti lattiero-caseari. 

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