Gentile Sig. Proietti, con il nostro articolo sulla revoca delle agevolazioni sulla tassa di possesso per le auto comprese tra 20 e 29 anni di età, non abbiamo voluto manifestare una nostra volontà od opinione, ma abbiamo voluto semplicemente informare i lettori della decisione di chi ci governa, che ha stabilito che questo tipo di autovetture non rientrano più nella categoria delle “auto storiche” e quindi non hanno più diritto alla riduzione sul “bollo”.
Concordiamo con lei che evidentemente chi utilizza auto di oltre venti anni, magari non ha le possibilità economiche per comprarne una nuova, oppure semplicemente vuole tenersela per motivi suoi. Quindi massimo rispetto (e nessuna arroganza) da questo punto di vista per queste persone. Deve però convenire che l’aver attribuito del valore storico ad auto di uso comune che erano obiettivamente solo auto “vecchie”, non era corretto.
Troverei più corretto allora, per venire incontro a queste persone, che venga praticato uno sconto sulle tasse automobilistiche a coloro che hanno un basso reddito, invece che premiare le auto vecchie (sicuramente, nella media, più inquinanti e meno sicure), oppure come proposto più volte dalla rivista “Quattoruote”, di inserire tutte le varie tasse che gravano sulle auto, direttamente sul costo dei carburanti, in maniera che chi utilizza l’auto di più (e quindi usa le strade di più, inquina di più, ecc.), paga di più.
Per il resto, è incontestabile che le auto moderne siano più sicure di auto molto più datate, per molti motivi, tanto che anche i premi assicurativi sono più bassi sulle auto più recenti, a parità di cavalli fiscali, proprio per la loro riconosciuta maggiore affidabilità.
Infine, per quanto riguarda le revisioni, sicuramente la maggior parte dei centri di revisione svolgono il loro lavoro in maniera regolare, ma è innegabile che in Italia esistano procedure non regolari, documentate da sequestri da parte delle Forze dell’Ordine di centri di revisione (soprattutto al sud) che effettuavano revisioni del tutto “virtuali” senza cioè che il mezzo entrasse mai nel centro di revisione. Tanto ciò è vero, che da quest’anno tutti i centri di revisione si sono dovuti adeguare ad una nuova normativa che prevede, tra le altre cose, anche l’obbligo della videoregistrazione di tutte le revisioni effettuate.

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