Sei persone sono state arrestate dalla Guardia Forestale per aver sottratto mensilmente 80 tonnellate d'acciaio del valore di 100 mila euro
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Mentre tanti onesti lavoratori delle Acciaierie di Terni stavano subendo le nefaste conseguenze della crisi dello stabilimento, c’era chi con regolarità spolpava l’Ast al ritmo di 100 mila euro al mese e, cosa ancor più grave, coinvolto nel furto mensile di 80 tonnellate d’acciaio ci sarebbe anche un dirigente della multinazionale, oltre che un addetto alla vigilanza dello stabilimento ternano ed un autotrasportatore.

Forse qualche posto di lavoro perso alla acciaierie è la conseguenza di questa razzia continua e le organizzazioni sindacali potrebbero valutare anche la possibilità di costituirsi parte civile nel procedimento penale.

Il meccanismo era semplice e potrebbe aver funzionato per anni.
Gli scarti del reparto finitura dell’acciaieria, anziché  essere nuovamente fusi per produrre nuovo acciaio, prendevano la strada di un’impresa folignate attiva nel commercio di materiale ferroso ed non è escluso che possa essere stato rivenduto proprio all’Ast.

Sei persone sono state arrestate dalla Guardia Forestale, dopo una serie di intercettazioni e riprese foto-cinematografiche.
Il via alle indagini da parte di alcuni lavoratori e cittadini insospettiti dagli strani movimenti che si registravano al reparto di finitura.

Intanto l’Ast, in riferimento alle indagini giudiziarie sul presunto traffico di materiali ferrosi, che interessano Acciai Speciali Terni in qualità di parte lesa, esprime il proprio riconoscimento alle forze dell’ordine e alla magistratura per il lavoro svolto sinora e assicura la massima collaborazione nel rispetto delle attività investigative in corso

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