Anche la cultura del passato può contribuire e non poco alla conoscenza dell’Umbria e, nello specifico, di Massa Martana nel mondo.
Si è da poco concluso, a New Orleans in Luisiana, uno dei più importanti meeting internazionali di archeologia organizzato dall’Archaeological Institute of America (www.archaeological.org).
Anche questo anno ha visto tra i protagonisti la città di Massa Martana, con lo scavo archeologico dell’area di S.Maria in Pantano, dove sorgeva, intorno all’omonima chiesa, un nucleo abitativo di età romana noto come Vicus Martis Tudertium.
Le indagini sono condotte della Drew University di Madison, New Jersey, sotto la direzione scientifica del Prof. John Muccigrosso, affiancato dalla collaboratrice Sarah Harvey della Kent State University dell’Ohio, con la supervisione della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Umbria nella persona del Dott. Giovanni Altamore e l’assistenza di Intrageo-Impresa Archeologica di Todi.
Il Prof. John Muccigrosso ha esposto, davanti a una platea colma di illustri esponenti dell’archeologia mondiale, i risultati delle ultime tre campagne di scavo, che si sono concentrate nell’area ad est della chiesa, dove le ricerche preliminari avevano evidenziato un interessante edificio con abside affacciato direttamente sull’antica via Flaminia.
All’ultima indagine, effettuata tra i mesi di giugno e luglio 2014, ha partecipato anche la professoressa Jill Rhodes, antropologa biofisica della Drew University, che ha esaminato le ossa conservate nelle sepolture individuate intorno all’edificio o rinvenute nelle precedenti campagne di scavo.
Il professore, oramai sicuro dell’importanza scientifica che riveste il sito, sta già programmando per il futuro un ampliamento delle ricerche, anche alla luce dei risultati delle indagini geofisiche effettuate negli anni passati, che avevano messo in evidenza un’area di almeno sette ettari di strutture pertinenti all’insediamento romano.
L’ampia cronologia, unitamente alla qualità dei reperti e alla conservazione delle strutture, confermano che il Vicus Martis Tudertium può essere considerato a questo punto uno dei siti archeologici più importanti della regione, e le indagini fin qui svolte, insieme alle enormi prospettive di ricerca in un luogo di particolare pregio come quello di S.Maria in Pantano e più in generale del comune di Massa Martana, costituiscono indubbiamente una notevole opportunità per lo sviluppo turistico dell’area, come fulcro di un percorso storico-archeologico e ambientale più ampio, comprendente le varie pregiatissime emergenze archeologiche, monumentali e paesaggistiche della zona.








