L’agricoltura italiana punta con insistenza sul made in Italy, sia per contrastare le importazioni dall’estero sia per promuovere i prodotti italiani sul mercato interno, ma c’è un aspetto su cui “casca l’asino” e che sembra derivare dalla tendenza a produrre di più ciò che è bello rispetto a ciò che è più sano
La rivista Science qualche tempo fa indicava il nostro Paese come il maggior fruitore di pesticidi per unità di superficie, rispetto ai Paesi dell’Europa occidentale.
I 5,6 chili per ettaro che usiamo ogni anno sono il doppio di quelli che usano Germania e Francia.
E la conferma sembra arrivare anche dal recente “Rapporto pesticidi nelle acque 2011-2012” dell’ISPRA che indica un aumento della varietà delle sostanze riscontrate: si è passati dalle 118 del 2007-2008, alle 166 del 2010, fino alle 175 del 2012, per lo più erbicidi, ma con un aumento di fungicidi e insetticidi.
Per la prima volta i dati sono comparati con i limiti di qualità ambientale anziché con quelli dell’acqua potabile.
Nelle acque superficiali il 17,2% dei punti monitorati ha presentato concentrazioni di pesticidi superiori ai riferimenti (si tratta di sostanze come il glifosate, il metolaclor, il triciclazolo, l’oxadiazon, la terbutilazina) e in quelle sotterrane i superamenti hanno riguardato il 6,3% dei punti totali per sostanze come il bentazone, il metalaxil, la terbutilazina e la desetil-terbutilazina, l’atrazina e l’atrazina-desetil, l’oxadixil, l’imidacloprid, l’oxadiazon, il bromacile, il 2,6-diclorobenzammide e il metolaclor.
In ogni caso nelle acque superficiali sono stati trovati pesticidi nel 56,9% dei punti campione e in quelle sotterranee nel 31% dei casi.
Chissà che non ritengano opportuno parlarne al “Road show” promosso dall’Associazione nazionale giovani agricoltori (Anga) di Confagricoltura. per lunedì (23 febbraio) alle ore 17 presso l’Aula Magna del Dipartimento di Agraria di Perugia, in via Borgo XX Giugno.
Al centro dell’incontro le opportunità di crescita del settore agricolo.








