Progetti, timori e speranze su Napoli da un religioso - giornalista che dal 2005 vive nella comunità dei Figli dell’Amore Misericordioso del Santuario tuderte
papa-francesco-6

Tra le sedici lettere da Napoli per papa Bergoglio in vista della sua visita nel capoluogo campano il prossimo 21 marzo, ce n’è una che viene dall’Umbria, precisamente da Collevalenza di Todi ad opera di Antonio Colasanto giornalista e scrittore, già Doc. inc. nella Pontificia Facoltà Teologica per l’Italia Meridionale.

Il prof vive ora, dal 2005, una intensa esperienza religiosa da frate non presbitero di voti perpetui presso la comunità dei Figli dell’Amore Misericordioso di Collevalenza, ma non disdegna neanche di occuparsi della comunicazione della Diocesi Di Orvieto – Todi

Le lettere esprimono progetti, timori e speranze.
Il tutto raccolto nel volume «Napoli, lettera a Francesco»
(Giuda Editrice) di Massimo Enrico Milone, responsabile di Rai Vaticano.
lettera a francesco
 Con Colasante ci sono:
●Andrea Ballabio,Direttore dell’Istituto Telethon di Genetica e Medicina (Tigem) di Pozzuoli/Napoli;
●Mirella Barracco, Presidente  della Fondazione  Napoli Novantanove;
●Francesco Paolo Casavola, Presidente Emerito della Corte Costituzionale;
●Lucio D’Alessandro, Rettore Università Suor Orsola Benincasa (Napoli);
●Luca De Filippo, Attore e Regista;
●Aurelio De Laurentiis, Presidente Società Sportiva Calcio Napoli;
●Erri De Luca, Scrittore;
●Giuseppe Galasso, Storico-Professore Emerito Università Federico II    
●Maurizio Maddaloni, Presidente Camera di Commercio di Napoli;
●Maurizio Marinella, Imprenditore;
●Aldo  Masullo, Filosofo-Professore Emerito Università Federico II;
●Massimo Enrico Milone,  Responsabile di Rai Vaticano;
●Marco Salvatore, Direttore scientifico Fondazione SDN;
●Giuseppe Tesauro,Presidente Emerito della Corte Costituzionale;
●Fulvio Tessitore, già Rettore Università Federico II, Accademico dei Lincei
Nel volume anche un’intervista al Cardinale Crescenzio Sepe, Arcivescovo di Napoli e, tra i documenti, i discorsi, a Napoli, di Giovanni Paolo II e Benedetto XVI.

“Una lettera- scrive Milone nel libro –che seppur scritta con il cuore non può esaurire problemi, timori, speranze.
Ma una cosa devo dirle, Santità. E glielo dirà Napoli.
Qui guardiamo avanti ancora con fiducia e speranza, ci sentiamo ancora fortemente impegnati a disegnare nella concretezza il nostro futuro, a costruire e realizzare lo sviluppo, a lavorare per una pacifica convivenza sociale, attraverso l’esaltazione della centralità e della dignità dell’uomo. Contro ogni forma di degrado, sopraffazione , violenza.
Qui vogliamo recuperare quei parametri fondamenti dell’etica che sono il presupposto della rinascita civile e sociale”.

La lettera di Colasanto ha un titolo molto attuale “Corruzione e clan, in quarantanni nulla è cambiato” ed un contenuto che si conclude con l’appello ad una nuova generazione di cristiani capace di misurarsi con l’ingiustizia

 

condividi su: