Entro un quinquennio un kWh ottenuto da un impianto FV con storage costerà meno della metà del kWh pagato in bolletta, la previsione di Deutsche Bank la quale ritiene che nel giro di tre anni in quasi tutti i mercati lo sviluppo del FV possa procedere svincolato dagli incentivi.
tetto-fotovoltaico1

In Italia il fotovoltaico è già in grid parity e la competitività del solare su tetto aumenterà ancora nei prossimi anni.
Ma i tedeschi ritengono che – indipendentemente dalle innovazioni in corso sulla concezione dei moduli fotovoltaici e delle batterie – il costo del kWh da un impianto FV dotato di batteria nel nostro Paese si dimezzerà nel giro di 5 anni.
S
e è già ora teoricamente competitivo con l’elettricità comprata dalla rete, entro un quinquennio un kWh ottenuto da un impianto FV con storage costerà meno della metà del kWh pagato in bolletta.

La previsione è contenuta nel nuovo report di Deutsche Bank sul fotovoltaico secondo il quale l’evoluzione dei costi farà sì che nel giro di tre anni in quasi tutti i mercati lo sviluppo del FV possa procedere svincolato dagli incentivi.
Come già in un report a gennaio, DB stima che la grid parity – cioè la convenienza del kWh da FV rispetto al kWh in bolletta – sarà raggiunta nell’80% dei mercati potenziali entro il 2017.

In alcuni Paesi poi si sta avvicinando anche la market parity, cioè il momento in cui i parchi fotovoltaici non incentivati batteranno le centrali convenzionali nella vendita all’ingrosso, cosa che in questo momento storico avviene solo dove ci sono tanto sole e prezzi particolarmente alti, come il Cile.
Il gap dei costi sulla generazione utility-scale si sta infatti rapidamente chiudendo: se 4 anni fa il carbone batteva il FV in quanto a convenienza economica 7 a 1, il rapporto ora è sceso a 2:1 (e potrebbe arrivare a 1:1 già nei prossimi 12-18 mesi in mercati importanti come l’India (che peraltro punta ad avere 100 GW di FV entro 7 anni).

Negli ultimi 8 anni il costo complessivo degli impianti fotovoltaici è sceso in media di circa il 15% l’anno: entro i prossimi 4-5 anni DB si aspetta che cali complessivamente di un altro 40% (dunque 8-10% l’anno).
Non solo continuerà il calo del prezzo dei moduli, delle altre componenti e la crescita dell’efficienza, ma una parte rilevante della diminuzione verrà dai costi soft, come quelli di acquisizione del cliente e di finanziamento,  grazie a nuovi modelli di business e ad una sempre maggiore popolarità e convenienza di questa tecnologia.

Se così sarà vedremo molti più pannelli fotovoltaici sulle case e dintorni perchè attualmente i resoconti mensili di Terna, nel giorno di massimo consumo mensile, mostrano una “potenza massima erogata” da FV+eolico+geotermico (non c’e’ la biomassa) con questi valori:
Dicembre 2014 6,6% del picco di potenza.
Novembre 2014: 19,9%
Ottobre 2014: 20,5%
Settembre 2014: 16,4%
Agosto 2014: 27,0%
Luglio 2014: 29,6%
Giugno 2014: 25,0%
Maggio 2014: 23,1%
Aprile 2014: 31,0%
Marzo 2014: 22,7%
Febbraio 2014: 6,9%
Gennaio 2014: 19,3%
Ma proprio la distribuzione mensile dei valori fa capire che in alcuni mesi, quando il sole è scarso, non si potrà prescindere dal succhiare energia dalla rete tradizionale

 

condividi su: