“Il movimento sta lavorando ad alcuni temi politici che ritiene necessario chiarire, approfondire e sostenere nel programma del centro sinistra e della governatrice Marini per per le prossime elezioni regionali.
Queste tematiche riguardano specificatamente la tutela del territorio ternano ma hanno risvolti economici e sociali per tutta la regione.
la prima e molto importante è quella riguardante i canoni percepiti per lo struttamento idroelettrico del terrritorio, principalmente quello di Terni e della sua provincia. 
Quanto dichiarato dall’assessore Rometti, a giudizio del movimento , non ha chiarito due aspetti fondamentali: il primo il perchè i canoni Umbri, sono di 14 € per KW rispetto ad una media nazionale di 35 €.
Il secondo, quale sia il totale dei canoni percepiti e quale percentuale è stata retrocessa al comune di Terni.
Dalle stime prudenti fatte dagli esperti del movimento perequando le cifre percepite per KW nelle altre regioni che oscillano tra i 35 e 45 €, solo negli ultimi due anni, ossia dopo la sentenza della corte costituzionale che ha reso possibile il calcolo dei canoni sulla potenza effettiva e non più soltanto su quella nominale concessa, la cifra non percepita in canoni dalla Regione Umbria supera i 35 milioni annui.
Facendo invece i conti dal 2003, anno in cui le regioni più virtuose hanno adeguato e aumentato i canoni la cifra si aggira intorno ai 150 milioni di €.
Va da se che questo mancato introito, se così fosse, ha fatto perdere a tutta la regione ma in particolare al territorio ternano un mare di risorse.
Risorse che sarebbero potute andare allo sviluppo del territorio, al risanamento ambientale, alla cura delle persone e alla sicurezza come i drammatici fatti degli ultimi giorni hanno desolatamente manifestato.
Riteniamo che sia fondamentale che la Presidente Marini avochi a se la questione per dare una svolta positiva e che le istituzioni locali e chi si candidi a rappresentarle sostengano la richiesta del movimento.
Ma è anche necessario portare la vicenda umbra ed in particolare lo sfruttamento iniquo del territorio ternano a livello nazionale.
Cercando tramite il ministero dello sviluppo economico di fare chiarezza sulla vicenda e spingendo per una perequazione dei canoni su base nazionale.
A tal fine l’on. Andrea Romano del Partito Democratico e membro del coordinamento del movimento Cittaperta TerniDinamica, a cui vanno i ringraziamenti della comunità ternana per il costante interessamento al nostro territorio,   ha presentato oggi la seguente interrogazione parlamentare al Ministro per lo Sviluppo Economico:

Interrogazione a risposta orale
Al Ministro dello Sviluppo economico
Per sapere

premesso che:

in seguito al decreto legislativo 79-1999, noto come decreto Bersani, che di fatto introdusse in Italia la liberalizzazione del settore elettrico, ciascuna Regione ebbe l’opportunità di fissare canoni più alti sullo sfruttamento delle acque a fini energetici e che, in virtù dell’entrata in vigore del suddetto decreto, le Regioni hanno agito in direzione di un legittimo quanto forte incremento del canone, arrivando (come nel caso dell’Abruzzo) quasi a decuplicarlo, a vantaggio delle comunità locali;

e che dal 2014 la Corte Costituzionale (sent. 85/2014) ha reso possibile il calcolo dei canoni sulla potenza effettiva e non più soltanto su quella nominale concessa, pertanto, la Lombardia si è allineata alla suddetta sentenza aumentando ulteriormente i canoni, parametrandoli agli utili generati dalle società idroelettriche e raddoppiando le tariffe;
e che, nonostante l’area di Terni occupi un posto di grande rilievo nella storia dell’idroelettrico in Italia, tanto da poter affermare che la vicenda industriale del territorio ternano sia profondamente radicata nelle centrali che ne hanno accompagnato e favorito lo sviluppo, l’Umbria non ha seguito lo stesso percorso e non ha aumentato le tariffe, procurando di fatto un vantaggio ai concessionari Endesa E.On che hanno potuto beneficiare di canoni molto limitati, vendendo l’energia prodotta anche all’estero e registrando dunque introiti molto significativi;

e che nel nuovo Documento annuale di programmazione presentato dalla Regione Umbria per il 2015, si stabilisce che “eventuali adeguamenti dei canoni su materie riferite a concessioni di natura ambientale potranno essere utilizzati a beneficio dei territori su cui insistono le relative concessioni”

se il Ministro interrogato sia a conoscenza dei fatti esposti e se non ritenga necessario effettuare opportune verifiche per accertare l’ammontare dei canoni finora pagati da Endesa e da E.On alla Regione Umbria e della cifra da essa retrocessa al Comune di Terni e la congruità dei costi di concessione, soprattutto alla luce della predetta sentenza 85/2014 della Corte Costituzionale;

se non ritenga opportuno adottare urgenti iniziative per eliminare questa ingiusta sperequazione sussistente in diverse Regioni della stessa Repubblica. Andrea Romano

 

 

 

 

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