Occorre  ripartire dalla terra e dal mangiare sano senza dimenticare una educazione per i nostri figli all’insegna del rispetto della natura e degli animali. Per questo motivo  plaudo all’accordo, voluto in particolar modo dal vicesindaco Maria Elena  Bececco, tra il Comune di Spoleto, l’Asl n2, le scuole di Spoleto, la Coldiretti, la Cia, il Gie (Fattorie didattiche dell’Umbria), la Confagricoltura che hanno dato vita nei mesi scorsi a un progetto di sviluppo e crescita proprio per le fattorie didattiche dello spoletino.
Occorre ricordare come l’agricoltura non sia solo produzione. Significa anche rispetto per l’ambiente, consapevolezza alimentare, più in generale, benessere ed educazione. Un tale progetto non può e non deve essere confinato al solo territorio di Spoleto ma va “esportato” a modello sia agricolo che educativo a livello regionale.
Gli studenti dell’Umbria, in collaborazione con le scuole e le associazioni di riferimento, dovranno avere la possibilità di far visita a queste piccole “oasi” locali di agricoltura,  biodiversità e cultura della terra.  Ho avuto modo di conoscere durante questa campagna elettorale chi ha dato vita a queste “fattorie didattiche” e chi vi lavora. Sono rimasto molto colpito da un universo che conoscevo solo in parte. Si tratta di persone oneste e capaci che amano il loro lavoro. Queste ricchezze del territorio vanno valorizzate e non confinate ad esperimenti che nascono e muoiono in ambito comunale.

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