Anche a Sangemini si dedicavano al lucroso commercio di cani preoccupandosi dei soldi che ne avrebbero cavato molto di più della salute degli animali.
E’ stata una giovane italiana di 27 anni a mettere su l’affare millantando la sua figura di “allevatrice”, quando invece i poveri animali erano trattati da carcerati e molto probabilmente erano arrivati in Italia in “tradotte” del tipo dell’olocausto.
12, tra cui 5 cuccioli nati da poco, sono i chihuahua, scoperti e sequestrati, in tre gabbie l’una sull’altra in una stalla puzzolente di 30 metri ed in una capanna fatiscente. Entrambi ambienti privi dei requisiti di legge oltre che di quelli che dovrebbe suggerire la coscienza










