Lo spettacolo finale del Laboratorio teatrale “Liminalia” costituisce da molti anni un “fiore all’occhiello” dell’offerta formativa del Liceo Jacopone da Todi, proponendo una “rivisitazione” dei testi e degli autori teatrali moderna ed accattivante, in cui gli studenti partecipanti al Laboratorio e protagonisti dello spettacolo sono pienamente coinvolti, potendo esplicitare la propria creatività e curiosità intellettuale.
Infatti, uno degli aspetti più interessanti del Laboratorio teatrale è costituito dal rapporto che viene istituito con il mondo attuale, anche quando il testo rappresentato appartiene ad un’epoca lontana.
In altri termini, i testi messi in scena hanno sempre un riferimento al mondo che viviamo, proprio perché più vicino alla sensibilità degli allievi; in tal modo, si getta un ponte tra il passato e il presente, perché un grande testo teatrale è in grado di proiettare i suoi significati fin nel cuore della contemporaneità.
E infatti, i risultati del Laboratorio teatrale sono davvero straordinari, in quanto comportano una crescita interiore degli allievi, che affinano le proprie capacità relazionali e le proprie attitudini alla ricerca, sviluppando curiosità e talento, volontà di partecipare e di creare.
Quest’anno, lo spettacolo rappresenterà il “Processo a Cyrano. Della luna, del sole e della libertà”, favola filosofica liberamente ispirata a “L’autre monde” di Cyrano de Bergerac, con testo e coreografie di Romina Perni, già allieva del Liceo, e con la consulenza al testo e la regia di Francesco Torchia, storico animatore del Laboratorio “Liminalia”.
Lo spettacolo si svolgerà venerdì 5 giugno 2015, presso il Teatro comunale di Todi, con due rappresentazioni, la prima alle ore 11.00 per la comunità scolastica, e la seconda alle ore 21.00 per l’intera cittadinanza.
Lo spettacolo, quindi, vedrà gli studenti cimentarsi con il libero adattamento di Romina Perni di due testi di Cyrano de Bergerac: il primo dedicato al mondo della luna, il secondo agli imperi del sole. Due racconti favolistici, a metà strada tra l’immaginazione pre-fantascientifica e il sogno utopistico.
Un genere assai in voga già all’epoca dell’autore, un filone in cui bene si inserisce lo spadaccino-filosofo e libertino (nel senso del pensiero filosofico), altrimenti passato alla storia per l’omonima pièce teatrale di Edmond Rostand.
La riduzione teatrale in chiave favolistico-surreale è un’occasione per ragionare, proprio in tempi tristi e bui come quelli che viviamo, di speranze, di altri mondi, migliori e futuri, insomma di utopia: nella duplice accezione di luogo che non c’è (non-luogo, alla lettera) ovverossia l’impossibile, l’impensabile senza la cui spinta e il cui nutrimento la vita umana sarebbe ben misera cosa, e di luogo immaginario dove il bene trionfa (eu-topia, anziché ou-topia, alla lettera il buon-luogo).
I testi del Bergerac sono anche una feroce e al tempo stesso ironica critica dell’uomo del suo tempo, delle convenzioni e delle istituzioni sociali; una critica che per analogia, mutatis mutandis, si può estendere all’uomo del nostro tempo e alle società umane contemporanee.
Questa critica, unitamente alla prospettiva di un “altro mondo” dove etica, economia e forme di vita sono rovesciati, e libertà, uguaglianza e giustizia prevalgono, nello spettacolo è dipanata attraverso una sorta di processo (pretesto tratto proprio da “Gli stati e gli imperi del sole”) istituito dagli abitanti del Sole nei confronti di Cyrano in quanto “uomo”.
In un’ultima cena offerta da Cyrano, nel corso del processo, ai suoi accusatori e giudici, egli ha modo di illustrare il come e soprattutto il perché del suo viaggiare attraverso gli altri mondi, in ragione della sua nuova visione (copernicana) dell’uomo e del mondo, del giudizio negativo condiviso nei confronti delle società umane, ma anche della sua compassionevole comprensione della finitezza e piccolezza umana.
Il processo alla fine si conclude bene con un inno alla vita, come si conviene ad una favola-parabola: Cyrano è assolto, in virtù della sua compassione, della sua generosità e della forza del desiderio che l’ha spinto fino al sole e lo spinge ancora…
Si auspica, quindi, una larga partecipazione di pubblico a questo “intrigante” spettacolo che segnala la vivacità progettuale del Liceo tuderte e la sua peculiare attitudine alla promozione del talento e della creatività giovanili.








