Un cordiale e doveroso saluto a chi ci permette di avere voce, e cioè la redazione di TAM-TAM. Ciò fatto veniamo a noi. Ho appena ricevuto dall’INAIL di Perugia, ma il Contact-Center dell’Ente mi riferisce sia a livello nazionale la comunicazione a me indirizzata che Vi allego.
L’oggetto è:” ASSICURAZIONE INFORTUNI CASALINGHI”. Nella comunicazione, oltre ai consueti bla-bla-bla riferiti alla normativa (Legge 493/1999), si chiarisce che la stessa preveda che ..”chi presta lavoro domestico in modo abituale ed esclusivo e/o svolga un’attività rivolta alla cura della famiglia e dell’ambiente in cui dimorano” è obbligato a sottoscrivere l’assicurazione obbligatoria. Sono esclusi i lavoratori a tempo indeterminato, ma l’INAIL pretende di far rientrare chi non ha un lavoro fisso tra i soggetti obbligati ad assicurarsi; ovviamente non manca il classico riferimento alle sanzioni che rischia chi non lo fa: la TANGENTE (perché di questo si tratta) richiesta è apparentemente bassa Euro 12,91 l’anno, per assicurarsi un risarcimento nel caso dall’eventuale infortunio ne consegua “una invalidità permanente pari o superiore al 27%”; alla faccia! Restano fuori tutti gli “incidenti domestici” comuni, a volte anche gravi che non comportino, per fortuna invalidità: Al Contact-Center poi, hanno ammesso che la normativa è molto vaga sia nello stabilire quali siano i lavori individuati come “domestici”, peggio ancora per quanto riguarda la contraddizione in termini tra” abituale ed esclusivo” proprio delle casalinghe, e quello saltuariamente svolto nella quotidianità, dato che così metter su il caffè, lavare un piatto ma anche provvedere al mantenimento e l’educazione dei figli diventa assoggettabile all’obbligo di assicurarsi, pena sanzioni. E allora guardiamo in faccia la realtà, vediamo le cose come stanno: dietro la solerzia l’altruismo di chi finge di preoccuparsi per i cittadini (sono stato disoccupato per circa 7 anni senza che lo Stato si ricordasse di me), si nasconde la realtà di rastrellare risorse; se infatti 12,91 Euro l’anno sembrano una cifra irrisoria da pagare per non avere niente in cambio, provate a moltiplicarla per i 3,22 Milioni di disoccupati che diventano assoggettabili all’obbligo, da aggiungersi a chi lavora a Tempo determinato, diciamo che ottimisticamente e per difetto significa per le casse dell’INAIL rischiare di “assicurarsi” (mai termine fu più adatto) un incasso sulle spalle dei disgraziati pari a Euro 12,91 x 3.220.000 = Euro 41.570.200 l’anno, senza colpo ferire. E “dulcis in fundo”, dato che tra i requisiti per essere assoggettati all’obbligo rientra il compimento dei 18 anni ed essere familiare a carico, in teoria (pratica secondo l’INAIL) mio figlio dovrà anche lui dal prossimo anno assicurarsi, perché avrà anche il titolo di disoccupato. Ma allora se io debbo pagare perché provvedo all’educazione e alla cura dei familiari, lui per cosa deve pagare ?? L’alternativa è nel caso di contestazioni e sanzioni da parte dell’INAIL, contestare ed andare in causa sperando di vincere, sennò con metodo in voga a latitudini più meridionali, basta pagare il pizzo di 12,91 Euro per avere “l’assicurazione”.
Io intanto non pago e rischio, non per la cifra, ma per il metodo, e sarebbe ora di dire veramente B A S T A !






