Accolto l'invito a stabili buone pratiche agricole nella gestione dei terreni, come quelle effettuate quest’anno in Puglia e che hanno coinvolto già 80mila ettari con un tasso molto alto di eliminazione dell’insetto vettore della Xylella fastidiosa, come dichiarato dal Commissario di Protezione civile.
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Quanto contenuto nel Decreto Ministeriale, del Ministero delle politiche agricole alimentari e forestali, applicativo della Decisione della Commissione Europea del 18 maggio scorso, dopo che  la Conferenza Stato Regioni, convocata d’urgenza, ha dato parere positivo, in merito alla lotta contro il batterio della Xylella che ha colpito le piante di ulivo nella Provincia di Lecce, riguarda sia direttamente che indirettamente anche l’Umbria.

Tra le disposizioni impartite, infatti, c’è  che:  come previsto dalla decisione Ue, viene ulteriormente rafforzata l’attività di monitoraggio in tutte le Regioni attraverso campionamento e analisi in particolare delle piante possibili ospiti del batterio al fine di evitare la diffusione della malattia.

Ma c’è anche un’indicazione che, sia pur riferita alla provincia di Lecce, dà conto dell’efficacia a titolo preventivo delle buone vecchie pratiche agricole.
Si dice, infatti: per il controllo dei vettori di Xylella fastidiosa sono previste stabilmente e obbligatoriamente le buone pratiche agricole nella gestione dei terreni, come quelle effettuate quest’anno e che hanno coinvolto già 80mila ettari con un tasso molto alto di eliminazione dell’insetto vettore, come dichiarato dal Commissario di Protezione civile.

Dovranno essere dunque lavorati i terreni con operazioni meccaniche per l’eliminazione delle piante erbacee spontanee al fine di ridurre la popolazione degli stadi giovanili degli insetti vettori nel periodo gennaio-aprile di ogni anno.
Nel periodo di presenza del vettore allo stadio adulto sono previsti interventi fitosanitari mirati al contenimento della diffusione del batterio.

Un’indicazione che sembra esser stata raccolta in Umbria:
puntare con determinazione sulla qualità curando maggiormente la coltivazione degli ulivi.

Questo, in sintesi, l’esito della approfondita discussione svoltasi a Perugia, presso il centro servizi “Galeazzo Alessi”, su iniziativa della Confederazione italiana agricoltori dell’Umbria. L’incontro, tenutosi nell’ambito della Settimana dell’Olio Umbro organizzata dalla Camera di commercio di Perugia per Expo 2015, ha visto la partecipazione di produttori ed esperti che, oltre a valutare gli accorgimenti da mettere in atto per far sì che non abbia più a ripetersi la disastrosa annata 2014, hanno dibattuto sull’adozione di tecniche di produzione più sostenibili dal punto di vista ambientale ed economico e maggiormente mirate ad ottenere un olio di grande qualità in linea con le nostre potenzialità e con le aspettative dei consumatori.

Tutti i relatori, ciascuno per la propria materia di competenza, hanno arricchito la discussione ed evidenziato la necessità che i produttori rivolgano una maggiore attenzione alla coltivazione delle piante di ulivo, monitorandole attentamente per prevenire gli attacchi di insetti ed altri parassiti, effettuando potature idonee ed apportando gli elementi nutritivi di cui hanno bisogno.
Per assicurare la redditività della coltivazione, inoltre, è necessario valorizzare la qualità utilizzando al meglio le potenzialità derivanti dall’immissione sul mercato della Dop “Umbria”, oggi sfruttate in maniera limitata.

Il decreto del Ministro Maurizio Martina dispone inoltre:

DIVIETO DI IMPORTAZIONE DI VEGETALI PROVENIENTI DA COSTA RICA E HONDURAS
Viene ribadito il divieto di introdurre nell’Unione europea vegetali destinati alla piantagione originarie di Costa Rica e Honduras, ad eccezione delle sementi di Caffè.

RAFFORZATO MONITORAGGIO E CONTROLLO ALLE FRONTIERE
Vengono ulteriormente incrementati i controlli alle frontiere su piante provenienti da Stati dove è accertata la presenza di Xylella, che sono ammesse esclusivamente se accompagnate da certificato fitosanitario e se hanno superato specifici controlli dei Servizi fitosanitari regionali.

NUOVA DEFINIZIONE DELLE ZONE DELIMITATE
La decisione della Commissione europea prevede una procedura valida per tutto il territorio dell’Ue laddove venga accertata la presenza del batterio. In tali casi si individua una zona infetta e una zona cuscinetto.
La zona cuscinetto ha una larghezza di almeno 10 chilometri intorno alla zona infetta.

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