Nel primo trimestre del 2015 l’Umbria “privata” mostra performance di pagamento inferiori alla media italiana.
Il 31,4% delle imprese ha pagato i propri fornitori alla scadenza, il 49% con un ritardo superiore ai 30 giorni.
Perugia la provincia più virtuosa, a Terni la situazione più critica.
In particolare difficoltà il Commercio al dettaglio.
Il sistema dei pagamenti commerciali delle imprese italiane è mutato radicalmente con il perdurare della crisi: nei primi tre mesi del 2015 rimangono stabili i buoni pagatori ma continua ad aumentare il numero di imprese che saldano le fatture con gravi ritardi, un fenomeno oramai consolidato che sta mettendo in difficoltà molti fornitori.
La media italiana vede 36,7% di imprese puntuali, 15,7% di imprese oltre i 30 giorni di ritardo, quella del centro Italia 31,5% di imprese puntuali, 18,5% oltre i 30 giorni di ritardo
Si segnala inoltre la preoccupante crescita dei ritardi oltre i 30 giorni dai termini concordati, che dal 2010 ad oggi hanno conosciuto un incremento del 276,9%.
Nel contempo, sempre rispetto a 5 anni, fa appaiono in calo del 5,8% le imprese con ritardi entro 30 giorni dalla scadenza e in diminuzione del 26,6% i buoni pagatori.
È quanto si evince dallo Studio Pagamenti realizzato da CRIBIS D&B, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information.










