Un piccolo episodio – una storia molto italiana, diciamo manzoniana – a nostro avviso rivelatore di un persistente rapporto errato tra amministrazione pubblica e cittadini e tra cittadini.
L’episodio si riferisce al Borgo Monticelli, una sub frazione di Castiglion della Valle (Marsciano). La parola borgo dovrebbe far pensare ad un piccolo insieme di abitanti e famiglie tra loro vicine e solidali. E invece così non è. Perché in cima a quel borgo c’è ancora chi, essendo proprietario della volumetria maggiore del borgo stesso con un’elegante country-house, pensa che le altre famiglie, pur lì insediate da molti più decenni di lui, debbano sottostare alle sue regole e “programmazioni territoriali” sull’intero borgo.
E a tal fine non esita a rispolverare una vecchia normativa legislativa che dà il potere ad un vicino di casa o di terra di denunciare presso il Comune eventuali irregolarità edilizie e paesaggistiche nel terreno o nella casa del proprio vicino.
Ed ecco allora, un piccolo gazebo per l’estate, una rimessa/tettoia per la legna, ripari dalla pioggia per un cane o per 2-3 pecore, piccole annessioni per lo più in legno da decenni lì posizionate come naturali complementi di secolari case coloniche, vengono – udite udite – denunciate come “abusivismo edilizio” da abbattere!
Certo il povero messo comunale munito di metro e carte topografiche, di fronte alla citata denuncia, non poteva esimersi dal puntuale controllo di queste “superfetazioni”.
Ma la morale è sempre quella della favola di Lafontaine: chi inquina l’acqua del ruscello non dovrebbe essere l’agnello che sta a valle, ma il lupo che si abbevera a monte. Ma alla fine, pur contro ogni evidenza etica e morale, è sempre il lupo che ha ragione: “sei tu agnello che mi intorbidi l’acqua!”
Non importa quanti mega-scempi edilizi si perpetuino – non solo al Sud – altrove e in molti paesi e città di questa Regione. L’importante è “applicare la legge con precisione millimetrica” senza distinzioni.
Non era un caso se i latini avevano detto “Summum ius, summa iniuria”.
In allegato la lettera originale, firmata da 8 componenti del comitato







