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Tutela e sviluppo di un territorio, due istanze che devono poter convivere. Per Centrodestra Marsciano il vincolo paesaggistico non è lo strumento adatto!

Come intendiamo sviluppare il nostro territorio? Di errori ad oggi ne sono stati fatti molti e la Soprintendenza ha individuato una serie lunghissima di opere ad alto impatto ambientale che hanno compromesso e degradato il nostro territorio, ovviamente sulla scia di una linea politica che si disinteressa completamente di ogni aspetto ambientale. Tra questi spiccano al primo posto il BIODIGESTORE di Olmeto e i due impianti fotovoltaici di Morcella.
Se dovessimo decidere solo sulla base dello scempio fatto del nostro territorio allora dovremmo solo ringraziare il Ministero dei Beni Culturali per la sua volontà di mettere un freno e arginare un uso del suolo assolutamente non idoneo.
Gli obiettivi del provvedimento che ha imposto il vincolo paesaggistico su parte del Comune di Marsciano sono meritevoli di apprezzamento; dopo aver individuato le caratteristiche storiche, naturali e morfologiche del nostro territorio, il Ministero punta a preservare borghi e castelli, rete viaria storica, rete idrogeologico e paesaggio vincolando i coni visuali.
Il documento, infatti, prevede normative tecniche e strumenti urbanistici molto stringenti e, in alcuni casi, anche condivisibili (come il divieto di realizzazione di cave, impianti industriali a forte impatto visivo, campi fotovoltaici a terra, biomasse, …).
Tuttavia nei fatti – ed anche a detta dei nostri tecnici – l’applicazione di queste normative comporterebbe sostanzialmente un vincolo di inedificabilità quasi assoluto dal momento che i coni visuali richiamati sono tutti interconnessi e pertanto sarebbero veramente poche le parti di territorio da poter utilizzare.
Di rischi da scongiurare ce ne sono molti.
 impedire un rallentamento dei lavori di ricostruzione post-sisma che sarebbe inevitabile visti i nuovi limiti e parametri urbanistici;
 non determinare un deprezzamento dei terreni dovuto a tutti i vincoli imposti per le nuove costruzioni e la minor capacità edificatoria prevista;
 evitare che gli immobili vengano abbandonati e lasciati a se stessi dal momento che intervenire su questi diventerebbe più complicato e meno redditizio.
In pratica è necessario rendere compatibile la tutela ambientale del territorio (cosa assolutamente indispensabile, anche e soprattutto in virtù dei vergognosi precedenti verificatisi nel nostro Comune) con le esigenze di chi vive quella parte del territorio comunale ed auspica che possa svilupparsi ed offrire nuove occasioni anche dal punto di vista imprenditoriale.
Purtroppo questo Vincolo paesaggistico non può essere lo strumento adatto; nella difesa e gestione del nostro territorio deve avere un ruolo di primo piano il Consiglio Comunale, di concerto con gli uffici tecnici che devono recepire le sue indicazioni, con il coinvolgimento della Sovrintendenza e della Regione, ma sempre senza imposizioni che non tengano conto delle concrete esigenze locali.
Lo strumento più adatto è quello della costruzione di un Piano Paesistico adeguato, che blocchi scempi come il Biodigestore, gli impianti a biomasse o impianti fotovoltaici impattanti, ma che offra la possibilità di rendere elastica la pianificazione territoriale evitando di paralizzare indiscriminatamente un’area molto estesa.
Dopo il no di Centrodestra Marsciano al vincolo imposto in questa maniera, diventa necessario aprire una fase di forte opposizione al vincolo stesso per poi concentrarsi sulla individuazione delle regole condivise a tutela del nostro territorio.

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