Alessandro Settimi, 28 anni, originario di Todi fa parte del team che ha progettato e costruito l'automa che ha partecipato alla competizione internazionale di Los Angeles
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C’è un giovane e talentuoso genio di Todi nel team che ha progettato e costruito il robot umanoide Walkman, l’automa alto 1,85 metri e pesante 100 chili che può camminare, aprire le porte, usare strumenti di lavoro, chiudere e aprire una valvola industriale e che a inizio giugno ha partecipato alla competizione internazionale Darpa Robotics Challenge di Los Angeles.

Si chiama Alessandro Settimi, ha 28 anni e fa parte del gruppo di ricercatori dell’Università di Pisa, dove si è a suo tempo laureato, che ha lavorato in stretta sinergia con i colleghi dell’IIT di Genova.
Settimi ha sviluppato l’interfaccia di controllo remoto del robot, mediante cui vengono inviate le istruzioni che il robot deve eseguire.
Alessandro (nella foto in basso al centroè anche stato il pilota principale durante il Darpa Robotic Challenge, evento che ha avuto una grande eco mediatica internazionale, ed è stato affiancato da altri cinque collaboratori all’interno del Pilot Team.

Settimi ha dunque fatto parte dell’unico team italiano (e dei soli tre europei) selezionato per la sfida tra robot promossa dall’Agenzia per la ricerca avanzata del dipartimento di difesa statunitense (DARPA) che ha l’obiettivo di definire gli standard tecnologici dei robot da impiegare in situazioni di disastro naturale o causato dall’uomo.
La competizione ha visto confrontarsi 25 team provenienti da USA, Giappone, Corea del Sud, Europa, Hong Kong, Repubblica Popolare Cinese.
Il robot italiano si è classificato diciassettesimo, ricevendo molti apprezzamenti da parte della giuria.

Il ruolo del gruppo pisano nella progettazione e nella costruzione di Walkman è stato notevole: le mani del robot sono totalmente made in Pisa, sono un’evoluzione della “Pisa-IIT Softhand” adattata ai task che l’automa doveva compiere in gara.
Il gruppo di programmatori si è occupato dell’interfaccia uomo-pilota, cioè della messa a punto un dispositivo di collegamento e comunicazione tra il pilota umano e il robot.
A Pisa è stato poi messo a punto il planning, ovvero la strategia che il robot deve adottare nelle diverse situazioni per compiere determinarti compiti, come ad esempio salire le scale. Infine, un apporto considerevole è stato dato anche alla progettazione meccanica del robot.

Walkman si distingue per alcune caratteristiche uniche: il movimento elastico dei giunti che gli permettono di avere un movimento fluido e sicuro nell’interazione con l’uomo e con l’ambiente; un ridotto consumo di energia; leggerezza delle gambe prive di motori lungo la parte bassa; versatilità e destrezza nella manipolazione. Il busto è in grado di ruotare di 180 gradi, facilitando così la manipolazione degli oggetti in ogni direzione intorno al robot, mentre le braccia possono ruotare all’indietro facilitando le azioni dietro la schiena.

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