I consiglieri del Movimento 5 Stelle a Palazzo Cesaroni Andrea Liberati e Maria Grazia Liberati forse hanno preso atto che il problema droga è essenzialmente dovuto alla domanda, anche se poi è nel affollarsi dell’offerta che se ne evidenzia l’esistenza e si cerca di limitarla con operazioni che sembrano il classico voler svuotare l’oceano con un secchiello.
Dopo questa constatazione, il ricordo di un antico proverbio napoletano “ ‘u pesce puzza sempre du capu”, sembra li abbia spinti ad indirizzare l’azione di contenimento della domanda di droga proprio sulla classe dirigente politica regionale, nell’illusione che ciò basti quando invece “ ogni popolo ha il governo che si merita”.
E così i due hanno presentato una mozione con la quale intendono “Promuovere un sistema di controlli per verificare l’eventuale utilizzo di sostanze stupefacenti da parte di consiglieri e assessori regionali, organizzando controlli semestrali e a cadenza casuale per tutti gli amministratori e rendendo poi pubblici i risultati dei test attraverso il sito Internet della Regione Umbria”.
Per gli esponenti di opposizione “il test antidroga va eseguito non soltanto perché il consigliere regionale deve dimostrare di essere pienamente ‘compos sui’ quando decide delle vite altrui, ma anche alla luce del fatto che viene proposta l’istituzione di una speciale Commissione antidroga.
Secondo il M5S si tratta di un organo utile soltanto a produrre qualche indennità di funzione in più agli interessati, senza minimamente incidere sul fenomeno”.
Liberati e Carbonari sottolineano che “secondo le statistiche in Italia esistono oltre 2,7 milioni di cocainomani ed esiste un forte legame tra politica e assunzione di droghe pesanti, tanto che qualche tempo fa un parlamentare su tre risultò positivo ai test condotti dalla trasmissione ‘Le Iene’.
Un amministratore della cosa pubblica – aggiungono – deve risultare mentalmente in equilibrio, vista la funzione apicale ricoperta e tale da generare un profondo impatto sulle comunità, determinandone le sorti politiche, istituzionali, economiche e sociali”.
Il gruppo consiliare regionale del Movimento 5 Stelle conclude evidenziando che “la politica, ancora una volta, non può esentarsi dalle norme imposte ai cittadini, dato che i politici sono dipendenti dei cittadini e hanno il dovere morale di mantenere una condotta trasparente durante tutto l’espletamento del mandato.
Inoltre i cittadini hanno il diritto di sapere se coloro che hanno eletto siano pienamente in grado di intendere e di volere, considerando che decidono delle vite altrui”.
Il prossimo passo sarà quasi sicuramente quello di proporre l’etilometro a fianco dei microfoni sugli scanni di Palazzo Cesaroni








