Un professore di Ingegneria a Pavia ha rielaborato una recente classifica cinese alla luce dei finanziamenti ottenuti e spesi dalle singole università
nozze coi fichi secchi

Fino ad ora quando si parlava di classifiche delle Università, quella di Perugia la si trovava ai primi posto solo scorrendole dal fondo.
Invece adesso Il Corriere della Sera ha trovato il modo di ribaltare la classifica pubblicata a Ferragosto dalla Shanghai Jiao Tong University (Arwu) e così Perugia si trova nella top ten mondiale con Cambridge e Princeton, più avanti di Oxford, Harvard, Stanford, il Mit e Berkeley.

Il giornale milanese ha riportato le idee di Giuseppe De Nicolao, professore di Ingegneria a Pavia e collaboratore della rivista online Roars , che ha provato ad aggiungere un altro indicatore ai dati raccolti a Shanghai, per stilare una classifica «dell’efficienza delle università che mettesse a confronto i risultati con la spesa», dividendo cioè i costi di gestione di ogni università per il numero di punti raggiunti.

E a sorpresa – mettendo a confronto i primi venti atenei della classifica Arwu e i venti atenei italiani che vi sono classificati – a guidare questa «gara» sono quattro università italiane: la Scuola Normale di Pisa, l’Università di Ferrara, Trieste e Milano Bicocca, e nei primi dieci posti otto sono gli atenei italiani e tra questi anche quello umbro al decimo posto.classifica università

A dimostrazione che in Italia ed in Umbria sappiamo fare anche le nozze coi fichi secchi

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