Sempre più insistenti le voci di chiusura della tratta ferroviaria Umbertide - Città di Castello - San Sepolcro, per motivi di sicurezza. L' intervento dell'assessore regionale
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Si fanno le barricate per avere un pezzetto di alta velocità ferroviaria in Umbria che interessa solo qualche centinaia di persone che contano e la Ferrovia Centrale Umbra, che potrebbe essere – come è stata in passato – la spina dorsale per gli spostamenti giornalieri di migliaia di persone va diritta verso lo smantellamento.

Una strada su rotaie che potrebbe cambiare in meglio il volto dell’Umbria, risolvere vari problemi: dal nodo stradale di Perugia, all’inquinamento del capoluogo causato dall’abnorme concentrazione del traffico automobilistico che arriva dai quattro angoli della regione fino a tornare ad essere il mezzo primario di spostamento degli studenti e lavoratori pendolari.

Nel tempo s’è parlato di “sfondamento” a nord, di collegamento veloce col sistema metropolitano romano, ma ora da voci autorevoli della maggioranza politica nazionale affermano che “le voci insistenti di una possibile chiusura, su richiesta dell’Ustif, della tratta ferroviaria Umbertide – Città di Castello – San Sepolcro, perché non garantirebbe agli utenti i requisiti minimi di sicurezza, stanno diventando purtroppo una triste realtà.

Considerato che già in questi mesi la tratta ha subito un rallentamento della velocità a 50 km/h, e che, sempre per ragioni di sicurezza, da oltre un anno e mezzo risulta chiusa la tratta San Gemini- Cesi, dobbiamo domandarci perché non sia stata fatta la necessaria manutenzione e si sia aspettato che la linea si riducesse in tali condizioni.“

Per l’on Giampiero Giulietti, ma non solo per lui, “ è inaccettabile che si debba sopportare un tale disservizio considerando che la ex Fcu è un patrimonio della collettività, un servizio indispensabile per l’Umbria, essendo l’unica direttrice che attraversa longitudinalmente la regione.

L’attuale situazione non è più sopportabile; è quindi necessario capire da subito se ci siano le risorse per la manutenzione, quando si potrà intervenire e di chi sia la responsabilità di tale situazione.
Sappiamo che la Regione Umbria con la presidente Catiuscia Marini è sempre molto attenta a queste tematiche e auspichiamo che si possa giungere quanto prima alla soluzione del problema.

Conoscendo bene le vicende della ferrovia, avendole seguite nel tempo, prima da amministratore poi da parlamentare ma anche da utente dei servizi di trasporto ferroviario regionale e interregionale, so anche che non si può abbassare la guardia, se vogliamo che la ex Fcu continui a svolgere il ruolo strategico che ha avuto in passato per la regione. È quindi necessario affrontare la situazione insieme, in accordo con l’istituzione regionale, e se necessario, sottoporre la questione anche all’ attenzione del Governo e del ministero competente.

La ex Fcu dovrebbe essere la nostra metropolitana di superficie e non possiamo pensare di sostituire il servizio offerto agli utenti con qualche corsa di autobus; si tratta di una risorsa preziosa per l’Umbria che abbiamo il dovere di salvaguardare nell’ interesse dei cittadini”.

Quel che è strano nella vicenda è che la politica regionale ha saputo affrontare con lungimiranza, nonostante i tantissimi interessi campanilistici, una questione come quella della riorganizzazione della rete ospedaliera ed invece mostra una mancanza di progettualità su un problema che interessa tutti gli umbri.

Da parte della Regione Umbria è stata emessa una nota, critica col passato, tranquillizzante per il presente, scarsa per il futuro che dice:
Era noto a tutti e da anni che l’infrastruttura della ex Ferrovia Centrale Umbra necessitasse di rilevanti interventi di straordinaria manutenzione. Chiaramente l’attenzione massima ed è innanzitutto rivolta alla sicurezza delle infrastrutture e quindi alla sicurezza degli utenti”.

È quanto afferma l’assessore regionale ai trasporti Giuseppe Chianella che sottolinea, inoltre, come “sotto il profilo tecnico-amministrativo esiste un organismo di vigilanza ministeriale chiamato USTIF che svolge, insieme alle aziende, verifiche periodiche per garantire la massima sicurezza sulle infrastrutture”.
L’assessore ricorda poi che “nella scorsa primavera la tratta Sansepolcro-Umbertide era già stata soggetta a limitazioni della velocità esattamente sulla base di controlli effettuati con gli stessi criteri con cui sono stati effettuati quelli di questi giorni”.
“Per quanto riguarda qualità e quantità dei servizi all’utenza – prosegue l’assessore – l’azienda Umbria Mobilità, gestore dell’esercizio, ha già comunicato che sta mettendo a punto le nuove modalità organizzative che consentiranno a tutti gli utenti, nessuno escluso, di disporre di servizi di trasporto adeguati alle proprie esigenze di mobilità.
Servizi ampiamente previsti ed organizzati proprio per far fronte alle esigenze di carattere manutentivo sull’infrastruttura, anch’essi contenuti e ricompresi nello stesso Piano di Bacino redatto dalla Provincia di Perugia”.

“Siamo altresì – aggiunge l’assessore – in attesa di conoscere, e in maniera puntuale, tempi e modalità di realizzazione di tali interventi, che dovranno essere effettuati in maniera da non penalizzare pendolari , studenti e passeggeri.
Vorrei in ogni caso ribadire che tale situazione non rappresenta certo una novità per nessuno, ma soprattutto per quanti per anni hanno concorso, per le loro competenze, alla gestione di tale infrastruttura”.
Chianella aggiunge anche che “il Piano Regionale dei Trasporti individua peraltro con assoluta chiarezza gli interventi programmati sull’infrastruttura che rendono possibile la velocizzazione della tratta Sansepolcro-Umbertide, con il risanamento del sottofondo ed il rinnovo dell’armamento con traverse monoblocco, così come quelli sulla Todi Ponte Rio-Acquasparta e sulla Acquasparta-Cesi che prevedono, tra l’altro, la messa in sicurezza della galleria Poggio Azzuano già finanziato dalla Regione ed attualmente in fase di esecuzione”.

L’assessore conclude riconfermando che “l’attenzione da parte della Regione Umbria sulla specifica vicenda della ferrovia regionale è massima e non si escludono, come già ampiamente dimostrato nella passata legislatura, le migliori soluzioni atte a garantire il futuro di questa infrastruttura e il suo ottimale utilizzo nel sistema della mobilità regionale, valutando ciò anche congiuntamente a Trenitalia e RFI, al fine di realizzare la massima integrazione con la rete ferroviaria nazionale e i relativi servizi”.

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