Tecnologia italiana per lastre di plastica con speciali nanoparticelle fluorescenti che catturano e concentrano la luce del sole trasformando la finestra in un pannello solare.
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C’è una novità in tema di fotovoltaico che potrebbe cambiare l’aspetto delle città e dell’edilizia in genere a breve termine.

I ricercatori, che hanno messo a punto e già brevettato questa nuova tecnologia, assicurano infatti che si tratta di una “realtà facilmente scalabile per la produzione industriale e potrà essere immediatamente utilizzata nella green architecture e nella building sustainability”

I nuovi “aggeggi “sembrano comuni vetri per finestre, ma non lo sono.
Sono lastre di plastica con speciali nanoparticelle fluorescenti che catturano e concentrano la luce del sole trasformando la finestra in un pannello solare.

Hanno diversi vantaggi che li rendono una tecnologia pronta a essere usata dalle aziende.
Innanzitutto non sono tossici perché in questi dispositivi non c’è cadmio né altri metalli.
Sono molto efficienti perché assorbono la luce da tutto lo spettro solare (non solo dal rosso, come avviene con i dispositivi precedenti) e al tempo stesso non riassorbono la loro stessa luminescenza.
Sono inoltre incolore, superando così uno dei limiti più grandi per l’applicazione in edilizia civile, ovvero l’impatto estetico, molto simili alle tipiche lenti degli occhiali da sole grigio-brune ed ovviamente sono semitrasparenti

Stime dei ricercatori indicano che, sostituendo le vetrate tradizionali di un grattacielo come lo Shard di Londra con i nuovi concentratori, si genererebbe l’energia necessaria alla totale auto-sostenibilità di circa 300 appartamenti.
Da aggiungete a queste cifre il risparmio energetico derivante dal ridotto ricorso al condizionamento ambientale, grazie all’assorbimento della luce solare da parte dei concentratori solari che limita il sovrariscaldamento degli edifici.

Questi concentratori solari a nanoparticelle sono descritti nello studio “Highly efficient large-area colourless luminescent solar concentrators using heavy-metal-free colloidal quantum dots”, pubblicato il 24 agosto sulla rivista Nature Nanotechnology e sono il risultato del lavoro di un team di ricerca del Dipartimento di Scienza dei Materiali dell’Università di Milano-Bicocca, in collaborazione con il Los Alamos National Laboratory (U.S.A.) e con l’azienda UbiQD,

“Con questi nuovi nano-materiali altamente performanti – ha detto il professore Sergio Brovelli, uno dei coordinatori del team Milano-Bicocca – sarà possibile nel breve periodo realizzare finestre fotovoltaiche o altri elementi architettonici flessibili e semi-trasparenti per convertire non solo i tetti ma tutte le parti di un edificio in generatori di energia solare, come sempre più fondamentale nei contesti ad elevata urbanizzazione.”

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