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La centrale elettrica di ponte di Ferro – Bastardo, tra costi di funzionamento elevati e concorrenza delle energie rinnovabili oltre a problemi ambientali, avrebbe ormai i mesi contati.

Già sul finire dell’anno prossimo dovrebbe iniziare il processo di dismissione dell’impianto.

Lo si ricava da un’interrogazione urgente a risposta scritta presentata dal consigliere regionale Marco Squarta (FDI), Squarta chiede di sapere “quali azioni intenda perseguire l’Esecutivo ( regionale n.d.r.) al fine di affrontare e assorbire le criticità connesse alla volontà di Enel di avviare la dismissione della Centrale di Bastardo entro il 2016, con particolare riferimento alla tutela dei livelli occupazionali e dell’indotto, nonché a garanzia della bonifica e dei necessari interventi di riambientazione del sito”.

Secondo il consigliere già nei mesi di luglio e agosto passati ci sarebbe stato “il mancato utilizzo a piene capacità della Centrale per assenza di combustibile dovuta al mancato approvvigionamento delle scorte necessarie, cui Enel avrebbe omesso di provvedere in tempi utili in fase di previsione dell’approvvigionamento rifiutandosi poi di ricorrere ad approvvigionamenti di emergenza per far fronte ai picchi di consumi energetici.
Questo ha determinato disfunzioni nel funzionamento dell’impianto nei mesi di maggior richiesta di energia elettrica per l’utilizzo massivo degli impianti di condizionamento e ha imposto una serie di blackout programmati che si sono resi necessari per garantire la tenuta della rete.
Enel si è giustificata, in quella occasione, negando che l’accaduto fosse da imputare alla mancanza di scorte e dichiarando che la Centrale di Bastardo rientra nel programma di riqualificazione e riconversione di 23 centrali termoelettriche, perché si tratta di una centrale soggetta a vincoli e restrizioni operative che comportano un costo di produzione particolarmente elevato”.

 

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