Promosso e finanziato dall’Avis di Todi s’è concluso il concorso “donAci un VIdeo Singolare”.
Due minuti per mandare un messaggio, per proporre un’idea innovativa, per far capire cosa significa donare il sangue e perché è tanto importante farlo.
Massima libertà alla fantasia di ognuno dei partecipanti per trovare uno spunto originale e realizzare un video che potesse poi essere utilizzato dall’associazione per far conoscere la propria attività.
La giuria era composta da nomi di primo piano della televisione e del cinema italiano, tutti con un legame speciale con Todi: Paolo Genovese, regista di diverse commedie di successo (tra cui “Una famiglia perfetta”, girato proprio in città), Dario Cassini, comico ma anche attore (in questi giorni sta girando “Don Matteo” a Spoleto) e Roberto Andreucci, produttore cinematografico e attore, che già ad aprile aveva dato alcune dritte agli autori con una giornata di “tutorial” sulle tecniche per girare un video.
Tutti legati a Todi, si diceva: i primi due per esserci trasferiti, il terzo per esserci nato e cresciuto. A completare la giuria i membri Avis Roberto Baglioni e Paolo Gagliardini.
Il primo premio (del valore di mille euro) è andato a Lorenzo Grighi, con un video in cui a raccontare cosa è il sangue e perché è importante donarlo sono i bambini di 6 e 7 anni delle società sportive tuderti di calcio, basket e pallavolo.
Un racconto fatto a modo loro, in maniera divertente e innocente, concluso con un messaggio semplice ma diretto: “Donare il sangue è un gioco da bambini. Fallo anche tu”.
Premi in denaro, rispettivamente 300 e 200 euro, sono andati anche al secondo classificato, Lorenzo Taddei, e al terzo, la classe del V liceo scientifico rappresentata da Benedetta Sensini.
L’iniziativa dell’Avis Todi rientra in un obiettivo più ampio, che è quello di coinvolgere la città e i suoi abitanti nella propria missione, per far fronte, come ha spiegato il presidente Mario Ciani, a un deciso calo delle donazioni registrato negli ultimi anni.
La speranza è che questi video, che verranno diffusi su tutti i canali online, possano spingere qualcuno in più a “prestare” (come dice uno dei bambini) il proprio sangue a chi ne ha bisogno.









