La semplificazione delle pratiche per l’utilizzo dei fondi europei, sollecitata dalla Presidente della Regione Umbria alle istituzioni europee è sicuramente importante, ma è tempo di dare attenzione alla stessa esigenza che hanno anche i comuni cittadini, in sanità per esempio.
Ci sono migliaia di persone che assumono gli stessi farmaci per mesi ed anni e che ogni volta che la confezione di farmaci che gli è stata prescritta finisce sono costretti a tornare negli studi dei loro medici di famiglia.
Tornano agli studi dei medici, ma il medico difficilmente lo vedono, perché nella maggior parte dei casi a preparare la ricetta per ripetere l’abituale prescrizione sono i collaboratori di studio ed il medico si limita alla firma.
Ogni volta però, ogni mese, ogni settimana i cittadini devono sobbarcarsi un viaggio per raggiungere lo studio medico, fare una fila nelle affollate “anticamere”, attendere e magari assorbire un pò dei virus che privilegiano i luoghi affollati, dove ai “cronici” si mischiano spesso anche gli “acuti”.
Al di là dei disagi c’è anche un costo sia per i medici, che per i cittadini che potrebbe essere facilmente eliminato senza con questo ridurre il “controllo” medico o aumentare indebitamente la spesa per il servizio sanitario.
La cosa è ora ancor più facile con la “ricetta elettronica” se solo si volessero affrontare, in uno con i problemi del controllo della spesa e delle prescrizioni, anche quelli dei cittadini.
Cambiare l’ottica è il solo problema, dare ai tecnici un obiettivo diverso da quello meramente burocratico, poi in Umbria abbiamo il fior fiore degli informatici che, con un po’ di buon senso, sono sicuramente in grado anche di soddisfare il cittadino comune.
Quanto alla semplificazione delle alte procedure economiche “Gli obiettivi socio-economici che deve perseguire la politica agricola comunitaria, e cioè il sostegno delle imprese agricole, la sostenibilità ambientale, la tutela del territorio rurale, la crescita dell’occupazione, devono rappresentare il cuore della valutazione dell’efficacia di tali politiche e ciò non può assolutamente apparire secondario rispetto all’assillo di controlli burocratici connessi alla spesa”.
È quanto ha affermato la presidente della Regione Umbria, Catiuscia Marini, e presidente del gruppo del Partito socialista europeo per il Comitato delle Regioni d’Europa, nel corso dell’incontro con il Commissario europeo all’agricoltura e sviluppo rurale, Phil Hogan, svoltosi a Bruxelles nell’ambito degli Open days 2015.
L’incontro, avvenuto nell’ambito dei lavori della seduta plenaria del Comitato delle regioni d’Europa, è stato occasione per un confronto diretto con il responsabile della politica agricola comunitaria al quale la presidente Marini ha sottoposto – a nome di tutte le regioni europee – la forte necessità che la Commissione Europea “senza indugio e senza pregiudizio riapra il cantiere della semplificazione delle pratiche per l’utilizzo dei fondi europei”, soprattutto in agricoltura.
“Una semplificazione – ha affermato Marini – che non vuole affatto significare assenza di legalità. Tutt’altro. Bensì minori oneri amministrativi e burocratici, a vantaggio di valutazioni sull’efficacia delle politiche e delle azioni, sulla loro effettiva capacità di determinare innovazione e reale aumento della competitività delle imprese agricole, e di generare nuova occupazione”.
Accanto alla non più rinviabile questione della “semplificazione”, la presidente Marini, a nome del gruppo del Pse, ha esortato il Commissario all’agricoltura Hogan affinché “cresca il peso delle politiche di sviluppo rurale intese non solo come sostegno alla modernizzazione dell’agricoltura, ma soprattutto come effettiva opportunità per la tenuta dei territori e delle popolazioni rurali nel loro complesso”.
Tema questo molto sentito in regioni come l’Umbria dove il territorio rurale rappresenta una significativa parte della regione. “Abbiamo bisogno – ha detto Marini – di sperimentare nuove politiche di contrasto alla spopolamento che rappresenta, oltre che un fattore di impoverimento delle aree rurali, anche causa principale della scarsa manutenzione del territorio”.
“Occorre essere tutti più coraggiosi” ha infine aggiunto la presidente Marini, nel perseguire una politica agricola comunitaria che sappia valorizzare il territorio perché “le campagne della nostra Europa, come dell’Umbria, non sono un retaggio del passato di cui ridurre i disagi, ma una grande risorsa per una maggiore sicurezza e sufficienza alimentare, per la qualità stessa delle produzioni agricole, nonché la sede – ha concluso la presidente – di una nuova possibile vitalità e attrattività economica e sociale della aree rurali”.
Affermazioni della Marini, giuste e condivisibili, che si attanagliano sicuramente anche al problema della “ripetizione” delle ricette, che la Presidente ha l’occasione di affrontare in prima persona affinchè “si predichi bene e si razzoli meglio”










