Sarà presentato a Todi, nella sala del Consiglio dei Palazzi Comunali, sabato 24 ottobre (alle ore 18), il volume “Le cisterne romane di Todi di Maurizio Todini” (Todi Sotterranea – Edizioni dell’Anthurium).
Il libro, ricco di documentazione inedita su uno dei monumenti di epoca romana più importanti della città, vuole essere solo un primo appronfondimento sulla storia dei sistemi idraulici antichi, cui dovranno seguire, secondo l’ambizioso piano dell’opera, altre sette pubblicazioni tematiche.
Partendo dal lavoro degli speleologi, che nel corso degli anni hanno contribuito al ritrovamento di importanti strutture ipogee, prima del tutto sconosciute o dimenticate, è stato possibile delineare la storia urbanistica della città in modo più puntuale.
“L’importanza dello studio dei pozzi e delle cisterne – viene infatti spiegato in premessa – sta in particolare nella loro collocazione: i pozzi e le cisterne restano nel sito dove sono stati costruiti conservando così l’impronta degli edifici o degli spazi di cui erano al ‘servizio‘”.
“La città di Todi – viene ancora spiegato nell’introduzione al volume – da questo punto di vista, rappresenta un caso molto fortunato: la presenza di una falda nel suo sottosuolo ha permesso, nel corso dei secoli, di poter disporre di acqua senza molti sforzi. Il primo ed unico acquedotto è stato costruito nel 1925, sino ad allora erano stati i circa 484 pozzi e le cisterne, sia pubbliche che private, ad assicurare ai cittadini il rifornimento idrico permettendo lo sviluppo dell’urbe”.
Di questo parleranno l’autore e la prof.ssa Margherita Bergamini Simoni nella conferenza di presentazione del volume in programma sabato 24 ottobre.










